C’è anche Andrea Pessina, l’ex soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio per la città metropolitana di Firenze, tra gli indagati nell’inchiesta sul Cubo nero, il complesso residenziale di lusso sorto al posto dell’ex Teatro comunale.
Le accuse ipotizzate sono falso, falso ideologico, abuso edilizio, e violazione del Testo Unico dei beni culturali e del paesaggio. Il falso si riferisce al parere espresso durante l’iter, che, per legge, è obbligatorio e vincolante. E solo le accuse contestate all’ex Soprintendente per le Belle arti e il Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze Andrea Pessina. Quello che passò alla storia come “il signor no”, quello che diceva no a tutto e a tutti, o quasi. E’ rientrato anche lui nell’inchiesta della Procura di Firenze sul così detto “Cubo nero”, ovvero il complesso residenziale di lusso sorto al posto dell’ex Teatro Comunale. Nei giorni scorsi, il manager è stato ascoltato e ha risposto alle domande degli inquirenti, respingendo ogni accusa. Nell’inchiesta, diretta dal procuratore capo Rosa Volpe e dall’aggiunto Marilù Gattelli, sarebbero indagate dodici persone, tra cui alcuni dirigenti della Direzione Urbanistica del Comune di Firenze anche in servizio all’epoca, i componenti della commissione paesaggistica per il mandato 2015-2020 e la proprietà. Mentre si infiamma la polemica su quello che è già noto in città come “cilindrone bianco”. Ovvero l’antenna di Iliad che dal 2023 è installata su un tetto di viale Belfiore che va ad impattare pesantemente sullo skyline cittadino. Lo scontro è tra la Soprintendente Antonella Ranaldi, che ha subito preso le distanze, e la Sindaca Sara Funaro che ricorda alla Soprintendenza il suo silenzio assenso su quella pratica paesaggistica, che altrimenti avrebbe potuto bloccare. Fatto abbastanza raro nel nostro paese, anche a fronte di un’antenna dalle dimensioni decisamente eccezionali.

