Lo ha affermato l’assessore alla mobilità del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, rispondendo ai consiglieri della Lista Schmidt e della Lega che manifestano perplessità sulla sicurezza del ponte.
“L’altezza minima del cordolo che separa il percorso ciclo-pedonale da quello da dove passano le auto è di almeno 16 centimetri di altezza”: sul ponte Nencioni di Firenze, inaugurato lo scorso 30 maggio, “ci sono tutte le certificazioni del caso, sia quella di corretta installazione dell’impianto di illuminazione, che il collaudo statico. È quanto ha dichiarato l’assessore con delega alla tramvia del Comune di Firenze Andrea Giorgio rispondendo in Consiglio comunale a due question time di Massimo Sabatini (lista Schmidt) e Guglielmo Mossuto (Lega).
Giorgio ha spiegato che “tutti gli atti che sono alla base dell’apertura del ponte sono corretti” e ha affermato che le “barriere laterali, queste provvisorie così come quelle future, non servono a reggere gli urti delle auto. Per esempio: un suv grande come quello di Mossuto non serve a essere fermato da una ringhiera di ferro. Non è questo il punto. Le barriere servono dal punto di vista della sicurezza dei pedoni e del traffico ciclopedonale”. Sabatini ha fatto presente che “i sostegni delle barriere laterali sono fermati con fascette di plastica”. Per Mossuto le ringhiere che ci sono attualmente “non reggono nemmeno una persona”.
“Lei ce l’ha col mio suv – ha poi ironizzato Mossuto rivolgendosi a Giorgio -. Poi la devo deludere: ho venduto il suv, mi sono ridimensionato, ho preso una macchina più piccola per farla contento, infatti il concessionario ci è rimasto male”.
Per il capogruppo del M5s Lorenzo Masi “i cittadini hanno il diritto di sapere se un’infrastruttura appena inaugurata rispetti i più elevati standard di sicurezza previsti oggi e di ricevere risposte chiare quando emergono dubbi o perplessità”.
“Rimane poi il tema delle fascette in plastica utilizzate per fissare alcuni elementi dei parapetti provvisori – aggiunge Masi -. Pur prendendo atto delle rassicurazioni dell’amministrazione, quelle immagini hanno colpito molti cittadini e meritavano una spiegazione. Un’opera appena inaugurata dovrebbe trasmettere da subito un senso di sicurezza e affidabilità”. “Continueremo a seguire la vicenda – conclude Masi – perché quando si parla della sicurezza di un’infrastruttura così importante per Firenze non possono esserci zone d’ombra o dubbi irrisolti”

