Fa discutere a Firenze la comparsa di un altro elemento capace di deturpare lo skyline della città. Si tratta di un cilindrone bianco, ovvero un’antenna installata in viale Belfiore nel 2023 con l’ok di Comune ed Arpat.
Il problema è sempre lo stesso. Uno: si tratta di un manufatto che risponde alle norme previste dalla legge in materia. Due: per essere installato il suddetto manufatto ha prima portato a casa tutti i permessi necessari, nella fattispecie Comune di Firenze e Arpat. Terzo: ci abbiamo impiegato tre anni a mettere a fuoco la questione. Siamo sempre lì, dal Cubo nero in poi. La questione rimane squisitamente politica. Stiamo parlando di un enorme cilindrone bianco che contiene un’antenna, un ripetitore del segnale telefonico, messo su un edificio in viale Belfiore. A pochi metri dal centro Unesco. E’ lì da tempo, con tutti i permessi e rispettando tutte le norme. Ma oggi ci accorgiamo che si tratta di una cosa esageratamente grande, che deturpa lo skyline cittadino e oscura il Duomo. Nella città dove in teoria non si potrebbe fare niente, è stato installato un enorme cilindro di plastica, per di più di bel bianco, in modo di spiccare di più sui tetti rossi. E’ un’antenna Iliad, montata nel gennaio del 2023, più di tre anni fa. Con i pareri favorevoli di Arpat e della commissione Paesaggio del Comune. La Soprintendenza non si è espressa, la procedura è andata avanti col silenzio assenso. Ed oggi la Soprintendente Ranaldi dice “pensavo fosse uno scherzo”. Dunque è già ripartito il gioco a cui abbiamo assistito in passato. Un nuovo figlio illegittimo di madre ignota è comparso in città. Il Regolamento comunale per l’installazione e il controllo degli impianti radioelettrici di Firenze stabilisce delle norme di massima che richiamano a criteri di rispetto paesaggistico. Come l’antenna extra-large di viale Belfiore abbia ottenuto il via libera resta quindi un mistero. A meno di aver preso per buone le dichiarazioni dei proponenti. E così, il campanile di Iliad ha preso il posto del campanile di Giotto.

