Antonella Bundu resta fuori dal Consiglio regionale della Toscana. Il Consiglio di Stato, sezione Quinta, ha respinto il ricorso presentato dalla candidata alla presidenza di Toscana Rossa, lista di sinistra radicale composta da Rifondazione, Potere al Popolo e Possibile. Bundu alle scorse elezioni aveva superato lo sbarramento del 5%, ma la lista era rimasta al di sotto della soglia.
Il ricorso, secondo quanto spiega Bundu in una nota, è stato rigettato “pur riconoscendo come ‘astrattamente plausibile’ la nostra interpretazione”. I giudici hanno però ritenuto, prosegue, “che la legge elettorale toscana esprima volutamente la volontà di non attribuire alla lista i voti espressi esclusivamente per la candidata presidente, anche quando collegata a un’unica lista. Questo aumenta la rabbia di chi, il giorno dello spoglio, ha vissuto con sorpresa e frustrazione l’esito, ritenendo assurdo che non bastasse una sola X, anche se apposta solo sul cognome Bundu invece che sul simbolo di Toscana Rossa”.
Bundu sottolinea poi come “il Consiglio di Stato richiami la politica alle proprie responsabilità: il centrosinistra non vuole garantire pluralità e democrazia. In questo senso, si conferma un alleato delle destre, che impone il bipolarismo senza metterlo in discussione. Ne è prova il fatto che, fino a oggi, non sia stata avviata alcuna azione concreta per modificare il sistema elettorale”. Toscana Rossa, ricorda, “è stata l’unica lista che ha dovuto raccogliere le firme, in estate. E nello stesso consiglio regionale dal quale siamo stati esclusi, oggi siedono forze politiche come Futuro Nazionale e non solo, che hanno ottenuto risultati inferiori rispetto al nostro, ma che hanno potuto giovare di una legge elettorale che, evidentemente, non funziona. Non recriminiamo: rivendichiamo un modo di fare politica che spiega le ragioni di questa scelta e che rende ancora più evidente la necessità di uno spazio di alternativa, ancora più necessario dopo questa sentenza”. In ogni caso, fa sapere ancora Bundu, “rieniamo giusto fare tutto il possibile per garantire il rispetto di una volontà espressa in modo evidente. Per questo valuteremo i prossimi passi insieme agli avvocati Puliti e Viciconte”.
Sul caso interviene Dmitrij Palagi, capogruppo in Palazzo Vecchio di Sinistra progetto Comune, ruolo ricoperto dalla stessa Antonella Bundu nella passata consiliatura, annunciando la presentazione di una mozione. “Condividiamo le sue dichiarazioni, le rilanciamo e presenteremo in Consiglio comunale una mozione che chiede a tutto Palazzo Vecchio di prendere posizione, a favore del proporzionale, di soglie di sbarramento non proibitive e di una democrazia reale, che non impone dall’alto un bipolarismo che in questi anni ha svuotato di potere la politica e alimentato l’astensionismo. Il campo largo deve dimostrare di non essere connivente con le destre quando si parla delle regole democratiche”.

