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Mar 23 Giu 2026
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Haircut 100, “Boxing The Compass”. Il Disco della Settimana.

A distanza di 44 anni la band di Nick Heyward, a suo tempo considerata una meteora, rivendica la sua influenza sui posteri con un disco che è tutt’altro che una operazione nostalgia.

La parabola degli Haircut 100 è uno dei capitoli più particolari e fraintesi del New Pop britannico. Etichettata come una meteora degli anni Ottanta, la band guidata da Nick Heyward ha in realtà anticipato intuizioni stilistiche destinate a germogliare nei decenni successivi. La pubblicazione dell’album Boxing The Compass nel giugno del 2026 acquisisce in questo senso il valore di un manifesto storico. Il disco, il cui titolo marinaresco indica il completamento di un viaggio, segna il ritorno in studio della formazione originale (Nick Heyward voce principale e chitarra, Les Nemes basso, Graham Jones chitarra, Blair Cunningham batteria) dopo ben 44 anni dal seminale esordio del 1982, Pelican West. Anticipato da singoli brillanti come The Unloving Plum e Dynamite, questo nuovo lavoro dimostra la straordinaria attualità di una formula sonora che ha saputo guardare molto lontano.

A livello critico, la proposta della band si è rivelata pionieristica nel tracciare una linea di congiunzione tra il pop chitarristico e l’indie pop moderno. In un’epoca quasi interamente dominata dai sintetizzatori, gli Haircut 100 proposero un’estetica orgogliosamente British, fatta di melodie agrodolci e chitarre sferzanti. Questa attitudine, che risuona oggi in tracce del nuovo album come Raincloud, costituisce l’esatto DNA strutturale che band come Oasis  o Blur avrebbero codificato negli anni Novanta sotto l’insegna del Britpop. Al contempo, la delicatezza degli arrangiamenti e la capacità di unire una sottile malinconia a un’attitudine fanciullesca hanno gettato le basi per il chamber folk dei Belle and Sebastian, sdoganando l’idea di un pop orchestrale colto ma immediato.

Ridurre il gruppo a una band di chitarre jangle significherebbe però ignorare la loro straordinaria complessità ritmica. Fin dagli esordi, la sezione ritmica guidata dal basso di Les Nemes si è mossa sulle sincopi del funk e della black music, inserendosi di diritto nella scuderia del cosiddetto Sophisti-pop accanto ad ABC e The Style Council. Se gli ABC cercavano la produzione perfetta unendo lo sfarzo soul al pop, e Paul Weller univa il jazz al northern soul, gli Haircut 100 rispondevano con la stessa sezione fiati “adulta” e lo stesso rigore ritmico, rivestendoli però di un’energia spensierata.

Lavorando per Boxing The Compass con il produttore Sean Read ai Famous Times Studios nell’East London e upportati da una sezione fiati, questa inclinazione black emerge con maturità in brani come Vanishing Point e Sunshine.

L’album quindi non si configura affatto come un’operazione nostalgia, quanto come la dimostrazione che la fusione tra il groove Motown e la melodia britannica sia un classico senza tempo, capace di rivendicare il giusto merito di una eredità storica a una band che ha, in qualche modo,  anticipato il futuro.

“Boxing The Compass” degli Haircut 100, è il nostro Disco della Settimana!