Dpcm: 31 a cena, chiuso 5 giorni locale Tito a Firenze, promotore di #ioapro

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Momi El Hawi
Dpcm: 31 a cena, chiuso 5 giorni locale Tito a Firenze, promotore di #ioapro
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Nuovo intervento delle forze dell’ordine a Firenze, ieri sera, nel ristorante Tito di via Baracca, di proprietà di Momi El Hawi, uno degli organizzatori della protesta #Ioapro1501 contro le limitazioni anti-Covid dei Dpcm.

Foto Controradio

Il ristoratore da due mesi non chiude i suoi tre ristoranti a dispetto delle inevitabili multe. Era stato sanzionato anche il 15 gennaio scorso, nella serata clou della contestazione, per aver tenuto aperto a cena violando le norme del Dpcm anti-Covid. Questa volta la polizia, intervenuta su una segnalazione, ha trovato il locale aperto con all’interno 31 persone che stavano mangiando sedute ai tavoli. Per questo è scattata la chiusura del locale per cinque giorni.

El Hawi è stato sanzionato con una multa da 400 euro. Secondo quanto appreso, tutti gli avventori sono stati identificati e saranno multati nei prossimi giorni.
“Siamo un centinaio a Firenze, mentre in Toscana siamo circa un migliaio, e in Italia non si contano, siamo decine di migliaia”. Lo ha detto Momi El Hawi, che il 15 gennaio scorso  ha aperto per cena i suoi tre ristoranti di Firenze, e nel ristorante Tito di via Baracca ha ricevuto la visita dei carabinieri che gli hanno elevato la nona negli ultimi due mesi. “Va bene così, loro devono eseguire il loro lavoro come anch’io voglio fare il mio”, ha spiegato ai cronisti El Hawi, spiegando che “non siamo negazionisti, stiamo facendo queste aperture per dare un messaggio al popolo, di rialzarsi: è l’ora di svegliarsi, tutti, e vedo che lo stanno facendo”.
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