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Mer 29 Lug 2026
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Cda Montedomini difende la regolarità della gestione. Annunciati controlli su locazioni e tavolo tecnico col Comune

”L’Asp Firenze Montedomini non è una Società partecipata del Comune, bensì un Ente Pubblico”. È uno dei passaggi centrali del comunicato diffuso dal Consiglio di amministrazione dell’azienda al termine della seduta di oggi, 29 luglio, nella quale l’ente ha preso posizione sulle polemiche relative alla gestione del patrimonio immobiliare e alle politiche abitative cittadine.

Il Cda sottolinea che Montedomini opera ”senza beneficiare di contributi pubblici destinati alla gestione ordinaria” e che, secondo quanto previsto dallo Statuto, deve agire ”con autonomia patrimoniale, finanziaria e contabile, operando con criteri imprenditoriali e con obbligo di pareggio di bilancio”. Nel comunicato l’Asp precisa inoltre i numeri del patrimonio: ”Attualmente il patrimonio immobiliare dell’Azienda è composto da 232 unità immobiliari totali e non 428 come erroneamente dichiarato da qualcuno”. Un patrimonio che, viene ricordato, ”costituitosi in 550 anni di storia dell’Azienda, è sempre stato utilizzato per sostenere gli anziani e la popolazione fragile presente sul territorio”. Il Consiglio rivendica la funzione sociale degli immobili e cita come esempio il recente intervento del Villaggio Montedomini: ”Proprio pochi giorni fa sono stati inaugurati 15 nuovi appartamenti del Villaggio Montedomini destinati esclusivamente a soggetti fragili, che ne sono già entrati in possesso, nello spirito di sviluppo di nuovi progetti e modelli di assistenza dell’Asp”.

Sul peso economico del patrimonio, il Cda spiega che ”l’intero patrimonio immobiliare, rispetto al bilancio aziendale totale, rappresenta il 19% dei ricavi”, pari a ”2.289.789 euro nel 2025”. Le altre entrate, aggiunge l’ente, derivano ”da rette Rsa/Ra/Centro Diurno e altre entrate derivanti da attività istituzionali di natura sociale”. Secondo Montedomini, i proventi delle locazioni sono indispensabili per mantenere l’equilibrio economico: ”Le risorse derivanti dalle locazioni risultano fondamentali per il conseguimento del pareggio di bilancio”, si legge nella nota, con l’avvertimento che eventuali limitazioni agli introiti immobiliari ”dovrebbero essere compensate con altre entrate difficilmente reperibili”.

L’Asp interviene anche sul tema degli affitti brevi: ”Le locazioni che non vietano lo svolgimento dell’attività turistico ricettiva in presenza dei requisiti di legge ammontano, nel complessivo utilizzo del patrimonio, ad una percentuale pari al 13%, di cui solo 11 con affitti brevi (corrispondenti al 5%)”.

Numeri della gestione del patrimonio già resi noti nella conferenza stampa di giovedì scorso a cui si aggiunge però la specifica rispetto al futuro. Pur difendendo l’operato svolto finora, il Cda apre alla revisione delle regole: ”Allo stato attuale, ci risulta che l’Azienda abbia agito nella piena legalità e nel rispetto del Regolamento ad oggi in vigore”. Tuttavia, aggiunge, ”il Cda ritiene comunque opportuno valutare con attenzione detto Regolamento (con ultima modifica avvenuta nel 2018) in virtù dei mutati scenari”. Da qui l’apertura al confronto con Palazzo Vecchio: ”Accoglie con estremo favore la proposta pervenuta dal Comune di Firenze di partecipare ad un tavolo tecnico di confronto che possa dare un fondamentale contributo alla revisione di detto Regolamento”. Sul fronte dei bandi per immobili da ristrutturare, il Consiglio precisa che gli assegnatari hanno sostenuto una parte consistente degli interventi: ”Molti immobili da ristrutturare sono stati messi a bando con la previsione di investimenti a fondo perduto da parte degli assegnatari dei bandi in misura quantificata in circa 70% dei costi di ristrutturazione”. Il restante 30%, spiega l’ente, ”veniva previsto come investimento recuperabile attraverso uno scorporo dei canoni locativi”. Il Cda annuncia comunque verifiche interne: ”Procederà in ogni caso a verificare una eventuale ottimizzazione delle procedure fino ad oggi eseguite dagli uffici anche in ordine alla durata delle locazioni in questione”.

Sulla vicenda relativa alla richiesta di un Cin da parte di un soggetto che si sarebbe dichiarato conduttore di un immobile nonostante il bene fosse ancora nella disponibilità dell’Asp, il Consiglio annuncia un approfondimento: ”Ha deliberato di fare piena luce su questo episodio e su come questo possa essere accaduto”. Per questo è stato deciso di affidare un incarico agli avvocati Duccio Maria Traina e Nicola Boschi, ”anche alla tutela dell’immagine e della reputazione dell’Azienda a fronte delle gravissime affermazioni diffamatorie apparse in quest’ultimo periodo”. Infine, il Cda comunica la gestione temporanea delle funzioni del direttore generale Emanuele Pellicanò, attualmente in malattia: ”Incarica il Dott. Marco Uccello di esercitare le stesse funzioni fino alla data del 30/09/2026, salvo minor periodo in caso di rientro del Direttore”. La nota si chiude con la replica all’associazione ‘‘Salviamo Firenze X Viverci”: ”I bandi, unitamente allo schema di contratto sempre allegato al bando, sono stati pubblicati attraverso il sito istituzionale dell’Asp mai con tempi inferiori a 30 giorni di calendario”. L’Asp ribadisce infine che ”le affermazioni gravemente diffamatorie saranno perseguite in ogni sede attraverso gli incarichi ai legali soprannominati”.