Un giovane operaio edile è finito in ospedale con traumi e contusioni dopo aver preteso la paga dovuta. Il sindacato insorge: «Atto inaccettabile, siamo di fronte a un clima di vera e propria barbarie sociale».
Una brutale aggressione consumata per il solo fatto di aver rivendicato un proprio diritto sacrosanto: la retribuzione per il lavoro svolto. È la gravissima denuncia pubblica lanciata dalla CGIL di Massa Carrara, che ha reso noto un episodio di inaudita violenza avvenuto ai danni di un giovane operaio di origini straniere, impiegato in un cantiere edile della zona. Secondo quanto ricostruito dal sindacato, il lavoratore si era rivolto al proprio datore di lavoro per chiedere il pagamento di alcune mensilità di stipendio arretrate, che non gli erano ancora state corrisposte. Davanti a una richiesta legittima, la reazione del titolare dell’azienda è stata fulminea e violentissima: l’uomo è passato dalle parole ai fatti, scagliandosi contro il dipendente e colpendolo ripetutamente con calci e pugni. L’operaio è stato successivamente soccorso e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale locale, dove i medici gli hanno riscontrato vari traumi e contusioni, con una prognosi di diversi giorni. «Siamo di fronte a un episodio intollerabile che ci riporta indietro di secoli e che fotografa una deriva di barbarie sociale non più accettabile», dichiarano duramente i rappresentanti della CGIL provinciale, che si sono immediatamente attivati per fornire al giovane aggredito massima assistenza legale e sindacale. «Chiedere il salario alla fine del mese non può e non deve mai trasformarsi in un rischio per la propria incolumità fisica. Questo non è solo un attacco a un singolo lavoratore, ma un’offesa alla dignità di tutto il mondo del lavoro». Il sindacato ha fatto sapere che procederà per vie legali, presentando formale denuncia alle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e vengano accertate le responsabilità penali del datore di lavoro. L’episodio ha già sollevato una forte ondata di sdegno tra le forze politiche e sociali del territorio apuano, riaccendendo i riflettori sul tema dello sfruttamento lavorativo, del caporalato e della tutela dei diritti dei lavoratori più vulnerabili.
