Scoperta e lanciata nell’edizione 2022 del Rock Contest di Controradio, Giorgia Pietribiasi, in arte “Lamante”, giunge al suo secondo attesissimo album, prodotto ancora da Taketo Gohara.
Esordiente nell’edizione 2022 del Rock Contest, nella quale ha conquistato il secondo posto sul podio, Giorgia Pietribiasi/Lamante è una giovane cantautrice della bassa vicentina, classe 99, nata e cresciuta nella città di Schio (VI). Artista assolutamente eclettica e fuori dagli schemi che inizia a suonare e a scrivere musica da giovanissima. Suona svariati strumenti e si esprime, oltre che con la musica, anche con arti visive come la fotografia e la pittura.
A due anni dall’esordio con “In memoria di”, Lamante torna con il suo attesissimo secondo album, “Non dico addio” uscito il 7 maggio per Artist First, un album viscerale ed autobiografico che attraversa il dolore e lo trasforma in suono. Anticipato dai brani “Un canto nuovo”, “Ritorneremo a guardare il cielo” e“Governatevi”, il nuovo lavoro segna un passaggio profondo e necessario nel suo percorso creativo.
L’album, interamente scritto da lei e prodotto insieme a Taketo Gohara, arriva dopo un debutto accolto con grande attenzione da parte della critica e del pubblico, capace di ottenere premi e riconoscimenti e di costruire attorno al progetto un immaginario forte e personale.
Radicale è anche il cambio di suono che si arricchisce di strumenti inconsueti, come l’organo, l’harmonium e un’intera sezione d’archi. Per Lamante, questi sono strumenti che richiamano la donna, la madre, la fecondità, l’utero. Si tratta quindi di un cambiamento più profondo che semplicemente estetico: se nel primo album erano in evidenza i fiati e la chitarra elettrica, con un’impronta molto più rock, qui emerge una nuova ricerca sonora legata a nuove timbriche più evocative ed avvolgenti.
Come racconta la stessa Giorgia, dopo la pubblicazione del primo album, qualcosa si interrompe: le parole, fino a quel momento strumento centrale della sua scrittura, smettono di essere sufficienti. Al loro posto emergono immagini, visioni, simboli ricorrenti che abitano i sogni e la quotidianità. Senza un linguaggio per raccontare ciò che sta vivendo, Lamante inizia così a costruire un mondo fatto di oggetti, trasformando lo spazio domestico in una sorta di santuario visivo, nel tentativo di colmare un vuoto che non riesce ancora a nominare.
È proprio da questo vuoto che nascono le nuove canzoni: flussi incontrollati, istintivi, spesso incomprensibili anche per chi li ha scritti. Le prime sessioni in studio a Milano, però, non restituiscono la direzione giusta: i brani non si incastrano, l’urgenza resta irrisolta. Sarà il confronto con Taketo Gohara a segnare la svolta decisiva. È lui a riconoscere il filo rosso che lega tutto il materiale: un lutto vissuto e mai realmente affrontato, che attraversa ogni traccia in modo sotterraneo ma potente.
Da questa consapevolezza nasce una scelta radicale: abbandonare quanto fatto fino a quel momento e ricominciare da capo, cercando un contesto capace di accogliere davvero quelle canzoni. Il disco prende così forma lontano dalle dinamiche tradizionali dello studio, in una dimensione più intima ed essenziale. Lamante torna nei luoghi della sua infanzia, in Veneto, fino a trovare nello spazio della Chiesa di San Francesco di Schio (con la formale approvazione dei testi da parte del Vaticano!), il luogo in cui la musica può finalmente risuonare in modo autentico. Qui porta con sé tutti gli oggetti che ha realizzato nei due anni trascorsi, tormentata dai sogni: l’uovo di struzzo, l’uccello rosso, l’armatura, le croci, le reliquie con i capelli. Circondata da queste presenze oniriche, registra i brani del disco, immergendosi completamente nel loro immaginario.
Il risultato è un album profondo e viscerale, che rinuncia a ogni sovrastruttura per lasciare emergere una scrittura libera, istintiva e profondamente autobiografica. Un lavoro che non cerca di spiegare il dolore, ma lo attraversa, trasformandolo in suono, immagine e presenza.
Con questo secondo disco, Lamante apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico, confermandosi voce unica nel panorama italiano e spingendo ancora più avanti la propria ricerca espressiva.
Dopo l’uscita del disco, Lamante porterà la sua musica dal vivo con un nuovo tour, organizzato da Locusta Booking, che partirà il 23 maggio dal MI AMI Festival a Milano e che toccherà il 10 luglio Firenze, nello spazio Ultravox.
Di seguito il calendario dei concerti, in aggiornamento:
23-mag Milano MI AMI
29-mag Roma Spring Attitude Festival
13-giu Forno (MS) Musica sulle Apuane
05-lug Recanati (MC) Memorabilia Festival
10-lug Firenze Ultravox
11-lug Santa Sofia (FC) Rumors Festival
16-lug Collegno (TO) Flowers Festival
24-lug Corigliano d’Otranto (LE) SEI Festival
26-lug Conversano (BA) Casa delle Arti
30-lug Monteverdi Marittimo (PI) Musicastrada
31-lug Bagnacavallo (RA) 80° anniversario del suffragio universale
01-ago Gradisca d’Isonzo (GO) Onde Mediterranee
19-set Tonadico (TN) Saz in Town
LAMANTE è il progetto musicale di Giorgia Pietribiasi (1999), cantautrice nata e cresciuta a Schio (VI). Musicista e artista visiva, scrive e suona fin da giovanissima, portando nella sua musica un’urgenza espressiva fatta di memoria, radici familiari e tensione emotiva. La sua voce scura e tagliente e una scrittura intensa trasformano esperienze personali e collettive in immagini sonore dal carattere “tribale e matriarcale”. Esordisce nell’edizione 2022 del Rock Contest, nella quale ha conquistato il secondo posto sul podio, tra i giurati di quella edizione Motta e Aimone Romizi dei Fast Animals and Slow Kids, ma anche gli scout di Locusta Booking, che la accoglieranno nella loro scuderia. Nel 2023 debutta sulle piattaforme digitali con “L’ultimo Piano”, brano che la porta alla finale di Musicultura e le vale il Premio Nuovo IMAIE. Con la prestigiosa collaborazione del produttore Taketo Gohara seguono i singoli “Come volevi essere” e “Rossetto” (già presentato live al Rock Contest), e un’intensa attività live che la porta anche ad aprire i concerti dei Negramaro all’Arena di Verona. Nel 2024 pubblica l’album d’esordio “In memoria di”, un disco potente e visivo che ripercorre origini, memorie e identità. Il videoclip di “Non chiamarmi bella” vince il PIVI 2024 e, nel 2025, tre Videoclip Italia Awards. Con il disco Lamante è finalista alle Targhe Tenco 2024 (Opera Prima), riceve il riconoscimento di miglior disco italiano 2024 da Rockit e vince il premio speciale “Artista Emergente” ai Rockol Awards 2024. Nello stesso anno collabora con Levante e Paolo Benvegnù. Dopo l’uscita dell’album sceglie di concentrarsi su scrittura e live: oltre 50 date in tutta Italia, fino a essere scelta da Coez come opening act per l’intero tour nei palazzetti. “Non dico addio”, il secondo album, esce il 7 maggio per Artist First.


