Gio 18 Lug 2024

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Rincari: “non si può mascherare il disagio dei ristoratori nel post-Covid”

Secondo TNI lo sdegno prodotto dallo scontrino di 2 euro per un piatto condiviso è nasconde il vero problema: “i ristoratori non reggono i rincari e le speculazioni del post-Covid”.

In una nota Tni Ristoratori Italia denuncia l’aumento dei costi relativi alle spese delle attività di ristorazione: “Farina +200% rispetto al 2022, mozzarella +60% in un anno, affitto locale +30% in dieci anni”. Sono i conti dei ristoratori, da nord a sud del Paese, che dopo il Covid devono affrontare l’ emergenza rincari.

“Non si parla di questo, ma di uno scontrino di 2 euro per un piatto condiviso. Guarda caso questi polveroni vengono sollevati proprio nel momento in cui si deve far dimenticare il grosso dramma di: inflazione, mutui alle stelle, speculazioni e aiuto forzato alle povere banche. Basta mettere in croce e colpire l’intera categoria di ristoratori per due o tre scontrini. Sono casi isolati e comunque ogni ristorante ha tutti i prezzi ben visibili sui menù” ha tuonato Raffaele Madeo, presidente di Tni Ristoratori Italia.

Perché invece non si dice, prosegue, che “dopo il Covid è aumentato tutto, tanto che i ristoratori dovrebbero adeguare i prezzi almeno volta a settimana? Invece nessuno lo fa, assorbiamo la quasi totalità di questi rincari, per consentire alle persone di venire ancora al ristorante, e intanto rischiamo di fallire. Le materie prime, gli affitti, l’acqua, la tariffa sui rifiuti continuano a rincarare e si tratta di mere speculazioni”.

Le commissioni sui Pos, spiega Madeo, “restano alte e ormai il 90% delle transazioni sono elettroniche, con migliaia di euro, frutto del lavoro dei ristoratori, che ogni anno vanno alle banche. I locali, soprattutto quelli di periferia, sono in ginocchio”.

In un contesto come questo, conclude il presidente di Tni Ristoratori Italia, “è inaccettabile che la ristorazione italiana, fiore all’occhiello del nostro Paese venga messa alla gogna perché un ristoratore ha fatto pagare due euro, come scritto da menù, per un piattino condiviso. Tra l’altro, è sacrosanto farlo, chi siede al tavolo occupa un posto e paga un coperto anche se non consuma”.

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