Investire Sgr, di Roma, del gruppo della banca privata Finnat, che detiene il 59% delle quote, gestisce oggi a Firenze cinque fondi diversi che tengono insieme case a canone calmierato, studentati, un albergo e gli uffici affittati alla Regione Toscana in via Taddeo Alderotti”
Gli 83 alloggi dell’ex Casone delle Piagge, in via dell’Osteria, il complesso di via della Sala, i 39 alloggi in costruzione alla Manifattura Tabacchi (cantiere aperto il 2 marzo), i 236 dell’ex caserma Lupi di Toscana, aggiudicati il 20 febbraio a un unico concorrente, lo studentato da 480 posti letto di Villa Monna Tessa, oltre al progetto per l’ex centro dati di Banca Toscana in via dei Caboto, a Rifredi. “L’abitare sociale a Firenze è in mano a una sola società privata, la Investire SGR” attraverso il controllo di 5 fondi di investimento: lo afferma Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra progetto Comune in Palazzo Vecchio.
Per Palagi “che a Firenze si costruiscano alloggi a canone calmierato non è un problema, ovviamente, ma sono operazioni che dovrebbe gestire il pubblico e che non risolvono il problema abitativo. Anche perché i canoni concordati hanno una scadenza”. “Si sta inseguendo un modello sbagliato – osserva ancora -: il pubblico mette il suolo, la bonifica, gli immobili dismessi e il capitale di missione; il privato mette la gestione e incassa la rendita, con il rischio scaricato a monte”.
Investire Sgr è, tra l’altro, anche proprietaria dello stabile a Roma dove è stato sgomberato Spin Time Lab dopo un incendio divampato nello stabile.
I soldi, aggiunge Palagi, “arrivano quasi sempre dagli stessi tre posti: Cdp, la società pubblica controllata dal ministero dell’Economia; la Regione Toscana; e la Fondazione Cassa di risparmio di Firenze. Il conto della Fondazione – prosegue – lo abbiamo ricostruito leggendo i suoi bilanci, che sono pubblici: 11,7 milioni di euro nel fondo dell’housing sociale toscano a partire dal 2015, 2,6 milioni già versati su quello dello studentato di Careggi, e 15 deliberati nel solo 2025 sul fondo dell’ex caserma Lupi di Toscana. Almeno 29,3 milioni, quasi tutti sul nostro territorio, decisi fuori da qualsiasi aula elettiva”.
“A settembre porteremo la questione in Consiglio comunale”, perché “le case a canone calmierato che dopo poco tornano sul mercato sono un incentivo di fatto a ulteriore esclusione sociale nel futuro” afferma Palagi.

