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Mer 15 Apr 2026
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ToscanaCronacaOmicidio Massa: ’Bongiorni ha dato una testata al mio amico' 

Omicidio Massa: ’Bongiorni ha dato una testata al mio amico’ 

É quanto ha detto al Gip, secondo quanto riferito dall’avvocato Frediani, Eduard Carutasu, uno dei due maggiorenni in carcere per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne nei giorni scorsi in centro a Massa durante una lite con alcuni giovani.

Secondo quanti riferisce l’avvocato Frediani, Eduard Carutasu avrebbe raccontato che ”dopo che i ragazzi hanno raccolto i vetri di una bottiglia” c’è stata una discussione tra i due gruppi, ma “la cosa sembrava finita là. Poi “Bongiorni” e tornato verso di loro “e ha assestato una testata a uno” mentre il cognato “si è fatto sotto”. A quel punto, ha aggiunto, “Carutasu e un altro sono andati incontro al cognato e lo hanno bloccato e colpito. Intanto proseguiva l’altro scontro perché il ragazzo che ha avuto la testata ha reagito e colpito con pugni” Bongiorni. 

 L’avvocato Enzo Frediani ne ha parlato uscendo dal carcere di Massa dove il 19enne Eduard Alin Carutasu, ha avuto l’udienza di convaliida del fermo ed è stato interrogato dal gip.

     “La rissa, perchè di rissa parliamo, ci sono gruppi contrapposti, è iniziata per un comportamento della controparte e non dei giovani di cui faceva parte Carutasu, il mio assistito – ha detto Frediani – In sostanza non è vero che questi giovani si stavano comportando male, che avevano lanciato delle bottiglie contro delle vetrate”, anzi “ho visto dalle tv che la vetrata del kebab è infranta in un punto, ma è da mesi che è infranta”, dunque “non è vero che stavano lanciando le bottiglie”.

    La rissa è scaturita “da una cosa fortuita. Mentre scherzavano – ha riportato il difensore di Carutasu anche in base su quanto detto dal 19enne suo assistito – a due di questi giovani è caduta una bottiglia a terra e gli è stato detto giustamente di raccogliere i vetri. Questo è stato fatto, i ragazzi hanno raccolto tutti i vetri. La cosa sembrava finita lì, dagli atti risulta che era finita lì. Tanto è vero il cognato e il Bongiorni sono tornati dove erano prima dopo aver avuto un colloquio con uno dei giovani del gruppo a cui apparteneva Carutasu”.

     “Sembrava tutto finito lì – ha affermato l’avvocato Frediani – e invece poi Bongiorni è tonato nei pressi dei giovani con cui aveva avuto un piccolo alterco prima e gli ha assestato una testata. E dopo questa cosa il cognato si è fatto sotto impugnando una bottiglia, come se caricasse un pugno”. “A questo punto Carutasu con un altro sono andati incontro al cognato del Bongiorni”, Gabriele Tognocchi, “lo hanno bloccato e lo hanno colpito, ne è nato uno scambio di colpi”.

     “Nel frattempo però andava avanti l’altro scontro, perchè il ragazzo che aveva subito la testata ha reagito e ha colpito con dei pugni” la vittima ma “il mio assistito – ha concluso il difensore -, ha partecipato alla fase che riguarda il cognato”.