Massa: il giorno dopo la fiaccolata, resta una comunità sotto shock

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    Massa: il giorno dopo la fiaccolata, resta una comunità sotto shock
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    Grande partecipazione ieri sera a Massa per la fiaccolata organizzata in memoria di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto la notte tra sabato e domenica scorsi dopo un’aggressione. Mentre proseguono le indagini.

    Si parla di ventimila partecipanti. Un numero enorme per una città come Massa. Un numero enorme per qualunque città. Perché enorme è stato il fatto. Piazza Garibaldi il luogo di ritrovo della fiaccolata promossa dalla Diocesi e dal Comune. Il percorso del corteo, strade centralissime, piazza Aranci, il Comune, la Cattedrale, fino al luogo dell’aggressione fatale, in piazza Palma. Qui è stato osservato il silenzio, che alle volte sembra l’unica cosa da fare di fronte alla tragedia. Presenti le massime autorità religiose e civili di Massa e di Carrara. Un mare di lumini accesi. La madre della vittima segue il corteo, seduta in macchina. Due striscioni esposti sulle scalinate del Duomo. In uno è scritto ‘Non violenza’ in più lingue, nell’altro ‘Giustizia per un eroe dagli occhi blu come te”. Nel frattempo le indagini sulla morte di Giacomo Bongiorni, il carpentiere massese di 47 anni morto sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni in piazza Palma a Massa, vanno avanti. Indagini dei carabinieri che riguardano lo studente di 17 anni, fermato con l’accusa di concorso in omicidio aggravato dai futili motivi. Una promessa della boxe toscana. E i due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduardo Alin Carutasu, 19 anni. Le telecamere mostrano il primo che blocca e tiene fermo Bongiorni e il secondo che lo colpisce a morte. La versione del minorenne: sarebbe stato Bongiorni a colpire per primo. Ma non risultano visite in ospedale né ecchimosi sul suo volto. Il giovane, dopo il fatto, sarebbe tornato a casa dei suoi genitori senza dire una parola. «Frequentava compagnie non belle», dicono oggi le persone che lo conoscevano. Le indagini e gli interrogatori vanno avanti, attesi i risultati dell’autopsia, il giorno dopo la fiaccolata, resta una comunità sgomenta, sotto shock.