Omicidio Ciatti, al via il processo, per il Pm: “Si deve fare in Italia”

omicidio Niccolò Ciatti

Si apre oggi il processo per l’omicidio di Niccolò Ciatti, avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 agosto del 2017 a Lloret de Mar. Il pm della Procura di Roma, Erminio Amelio, ha affermato che il processo a carico del cittadino ceceno Rassoul Bissoultanov, “si deve fare in Italia”.

Il nodo della giurisdizione è stato al centro della prima udienza del processo sull’omicidio di Niccolò Ciatti, il ventenne toscano ucciso nel corso di un pestaggio in una discoteca in Spagna. Secondo il  pm Amelio, che ha parlato in apertura di udienza, il processo, si deve fare in Italia “perché ci sono tutte le condizioni per dare giustizia a Ciatti, ucciso con inaudita violenza. E’ un processo che dobbiamo allo Stato, a Niccolò e alla sua famiglia”.

Bissoultanov, accusato dell’omicidio di Niccolò Ciatti, era stato estradato nel nostro Paese dalla Germania ma dal 22 dicembre scorso è tornato libero dopo che i giudici hanno accolto una istanza dei difensori su un difetto di procedura. Per il rappresentante dell’accusa “l’Italia ha la giurisdizione e non siamo in presenza di un arresto illegittimo: non siamo andati a prendere Bissoultanov di notte, ci è stato dato legalmente dalla Germania ed era legittimamente in Italia. Altro che sequestro di persona, come sostiene la difesa. L’elezione di domicilio c’è e il processo si può celebrare”.

La questione della giurisdizione è stata sollevata ai giudici della Corte d’Assise dai difensori dell’imputato. Bissoultanov “non vuole sottrarsi al processo”, hanno detto i penalisti aggiungendo che oggi l’uomo si troverebbe in Spagna, “Paese dove è successo il fatto e che si è vista sottrarre la giurisdizione. Il processo lì sarebbe iniziato se non fosse stato arrestato ed estradato in Italia”. I giudici hanno aggiornato il procedimento al prossimo 17 marzo quando scioglieranno la riserva sulla eccezione.

“Speriamo di non avere ulteriori sorprese. Siamo fiduciosi che si possa dare giustizia a Niccolò'”, ha detto Luigi, padre di Niccolò Ciatti. Il procedimento si svolge davanti ai giudici della prima corte d’assise della Capitale. Roma è competente in quanto si tratta di cittadino italiano ucciso all’estero.

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