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Sab 8 Ago 2026
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Operaio morto schiacciato in azienda a Campi Bisenzio

Incidente mortale sul lavoro, venerdì sera, in una ditta di Campi Bisenzio (Firenze) che produce imballaggi in plastica. La vittima, un uomo di 61 anni, sarebbe rimasto schiacciato mentre movimentava pallets con un muletto. Sul posto sono intervenuti soccorritori del 118, carabinieri, vigili del fuoco e personale della prevenzione sugli infortuni sul lavoro della Asl Toscana centro.

“L’ennesima tragedia sul lavoro in Toscana. Dopo l’incidente mortale di pochi giorni fa a Carrara, ancora una volta vediamo una persona uscire di casa la mattina per andare a lavorare senza farvi più ritorno. Kumara Gedera di 61 anni ha perso la vita in una ditta che produce imballaggi a Capalle (Campi Bisenzio) dopo essere stato travolto da un pallet adiacente al muletto sul quale stava lavorando. Aspettando che gli inquirenti chiariscano la dinamica dell’incidente, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia”. Così, in una nota congiunta, Bernardo Marasco, segretario generale Cgil Firenze, Fabio Franchi, segretario generale Cisl Firenze e Prato, e Paolo Fantappiè, segretario generale Uil Toscana. “Il dolore – affermano i tre sindacalisti – non può più bastare. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta che non possiamo accettare né considerare inevitabile. La tutela della salute e della sicurezza deve diventare una priorità assoluta, attraverso prevenzione, controlli e responsabilità concrete. Continueremo a batterci con determinazione – concludono – fino a che non raggiungeremo condizioni di lavoro che garantiscano la massima sicurezza per tutte le lavoratrici ed i lavoratori”.

“Siamo sconvolti per la tragedia accaduta. Sono in corso le verifiche da parte dell’autorità giudiziaria per ricostruire la dinamica dell’incidente: al momento non è possibile aggiungere altro. Ora possiamo solo stringerci intorno alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i colleghi che hanno condiviso con lui il percorso professionale e umano. Un uomo che da tempo lavorava con noi, che era parte integrante del nostro staff. Siamo costernati. Desideriamo ricordarlo per il suo impegno, la sua professionalità e il contributo che ha offerto ogni giorno con dedizione”. Così in una nota la direzione aziendale di Capp Plast, la ditta nel cui stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) è morto il dipendente. “In 66 anni di attività – prosegue la nota – non era mai accaduto nulla di simile. Una tragedia ancora più difficile da accettare perché siamo da sempre in prima linea sui corsi e sulla formazione per la sicurezza sul lavoro: una volta l’anno chiudiamo gli stabilimenti di Prato e Capalle per dare a tutti la possibilità di partecipare al Safety Day. Una tragedia che ci colpisce nel profondo”.

“Non possiamo rassegnarci e non ci rassegneremo”. Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ribadisce come “la sicurezza e la salute sul lavoro siano una priorita’ della giunta regionale” e che “controlli, diffusione di buone pratiche (che ci sono) e formazione sono le leve su cui agire e continuare ad agite, tutti insieme”. “In questi anni le azioni messe in campo, dai controlli all’educazione a una cultura della sicurezza, non sono mancate – evidenzia – ogni incidente mortale suona come una sconfitta collettiva: di lavoro non si puo’ morire. Aspettiamo che le autorita’ preposte chiariscano la dinamica dell’incidente. Dobbiamo comunque fare ancora di piu’, per aggredire la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro”. Nel piano per i prossimi cinque anni, dal 2026 al 2030, approvato da poche settimane la Regione continuera’ a mantenere alto il numero di controlli e ispezioni, con obiettivi superiori a quelli stabiliti a livello nazionale. Proseguira’ l’attivita’ che riguarda formazione e informazione, perche’ “serve una maggiore e piu’ diffusa cultura della sicurezza”. E lavorera’ perche’ emergano buone pratiche e si diffondano, assistendo le imprese nel rendere i luoghi di lavoro piu’ sicuri. “Oggi pero’ – si sofferma il presidente Giani – e’ anche il momento del dolore e voglio quindi far arrivare il mio cordoglio personale e quello dell’intera giunta alla famiglia di Kumara Gedera, il lavoratore originario della Sri Lanka e residente a Prato morto stamani”.

“Ci ritroviamo oggi a piangere un’altra vita spezzata, un altro operaio che non è tornato a casa ieri sera dalla sua famiglia a causa di un incidente sul lavoro avvenuto in un’azienda di Campi Bisenzio. Come vescovo, insieme a tutta la Chiesa fiorentina preghiamo per lui, per la consolazione dei suoi cari ai quali esprimiamo vicinanza e cordoglio. Le lacrime e il dolore per la morte dell’ennesimo lavoratore siano per tutti un monito a considerare la tutela della vita il valore assoluto, e ad impegnarsi perché sia garantita ovunque in ogni modo la sicurezza di chi ogni giorno si impegna per vivere una vita dignitosa e mantenere la sua famiglia”. E’ il pensiero dell’arcivescovo di Firenze, monsignore Gherardo Gambelli.

“Ogni vita persa ci impone di fare di più, perché nessuno debba uscire di casa per andare a lavoro senza la certezza di potervi fare ritorno”. Così il sindaco di Campi Bisenzio (Firenze), Andrea Tagliaferri, a proposito dell’incidente avvenuto la scorsa notte a Capalle, costato la vita al 61enne Kumara Gedara. Domani alle 9, fa sapere, alla Capp Plast è previsto un momento di raccoglimento per esprimere il dolore e la vicinanza dell’intera comunità. Il primo cittadino, esprimendo “la più sincera vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che oggi piangono questa perdita, ribadisce che “morire sul lavoro non può e non deve essere considerato un fatto inevitabile. Si va a lavorare per vivere, non per morire. Oggi, 8 agosto, ricorre anche l’anniversario della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 minatori, 136 italiani. A 70 anni di distanza, quella memoria ci ricorda che la sicurezza e la dignità del lavoro devono essere una priorità concreta. Servono più prevenzione, più controlli e politiche del lavoro capaci di mettere al centro la persona, contrastando precarietà e condizioni di lavoro che possono aumentare i rischi. Una morte sul lavoro non è una fatalità”. Per questo, aggiunge, “l’amministrazione comunale seguirà gli sviluppi degli accertamenti in corso, nella certezza che debbano essere chiarite fino in fondo le cause dell’accaduto”.