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Lun 3 Ago 2026
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Montedomini: quattro ore di commissione controllo e domande a Frittelli su gestione, bandi e regolamento

Nuova settimana bollente intorno alla vicenda Montedomini. Dopo la nota diffusa dalla Sindaca in difesa dell’agire dell’amministrazione con l’impegno a rivedere il regolamento ma ribadendo la correttezza della gestione dell’azienda pubblica di servizi alla persona, e dopo lo scontro politico animato anche dalle dichiarazioni del ministro del Turismo Mazzi che annunciato riferirà in Senato sul caso Firenze, c’è attesa oggi per l’esito dellla commissione controllo in Palazzo vecchio  con la partecipazione del presidente di Montedomini Maurizio Frittelli e dell’assessore Paulesu.

A 18 giorni dal caso di via Guelfa e del Cin che ha scaturito la ‘valanga Montedomini’ con tutta la dinamica amministrativa, politica e mediatica fatta di tanti interrogativi, molte stratificazioni, accuse, esposti, interrogazioni, richieste di intervento e di consigli comunali straordinari, oggi la commissione controllo ha audito il presidente dell’Asp, Maurizio Frittelli da giorni nell’occhio del ciclone insieme alla dirigenza e all’amministrazione comunale. Il tutto, come dicevamo, partito dalla vicenda degli 11 appartamenti dello storico ente assistenziale fiorentino, finiti nel circuito degli affitti turistici brevi nonostante il recente stop imposto dal Comune di Firenze alle nuove locazioni di questo tipo.

Sfiorate le 4 ore di commissione riunita.  Iniziata poco dopo le 9, Frittelli  ha risposto ad un vero e proprio fuoco di file di domande, richieste ed osservazioni dei consiglieri, moderato nell’ordine e anche nei momenti di tensione e confusione dal presidente Bambagioni della Lista Schmidt.

La natura di Montedomini, il suo patrimonio e il bisogno di valorizzarlo per reinvestire nelle finalità sociali dell’ente, la necessità di revisione del suo regolamento del 2018, un censimento effettuato nel 2025, un rapporto continuo e coordinato con l’amministrazione,  quel 17% di appartamenti non occupati forse ancora più gravi di quel 5% a fini turistici brevi che rendono 400 mila euro, l’ipotesi sempre più concreta di internalizzare alcuni. la trasparenza e correttezza dei bandi. Alcuni di temi al centro della commissione in cui nessuno ha messo in discussione il valore e la funzione dell’ente nell’aiuto delle persone socialmente più fragili e tutti concordi nel cambiare il Regolamento.

Da un lato l’opposizione attacca come immaginabile e Montedomini diventa un possibile cavallo di troia per indebolire il governo della città, la maggioranza plaude alla volontà di un cambio di modus operandi coerente con le strategie messe in campo sull’abitare. In questo senso ila componente più critica ovvero quella rappresentata da Avs ecolò tramite la consigliera Arciprete ha precisato: “è importante che anche  il team della governance, le  persone apicali degli organismi condividano la visione del Comune: che la casa è un asset che non ci possiamo permettere più di alienare”.

Frittelli in questo senso ribadisce La necessità di un tavolo col Comune che ha diritto di prelazione, per ottimizzare il patrimonio per migliorare l’offerta sociosanitaria. Una necessità per la verità già riscontrata e presente ma divenuta stringente ora sulla scia delle ultime evoluzioni.

Frittelli ha poi annunciato da settembre la volontà di promuovere iniziative sotto il cappello ‘Conosciamo Montedomini’, per visitare gli spazi, i progetti, i luoghi e avvicinare i cittadini che forse oggi con tutto quello che sta accadendo da 18 giorni a questa parte percepiscono questa realtà con lenti più di messa a fuoco e vogliano capire davvero cos’è e come è gestita.

“Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta una moratoria, subito e scritta. Nessun nuovo bando con clausola turistica. Nessun nuovo contratto oltre i nove anni. Nessuna richiesta di mutamento di destinazione d’uso da parte dei conduttori. Fino a quando la revisione del regolamento non sarà passata dall’aula” afferma Dimitri Palagi (SPC) tra i primi ad intervenire a margine della seduta.
Fino alla fine di agosto non ci saranno altre sedute ordinarie ma le varie forze hanno fatto diverse richieste di accesso agli atti anche l’Asp come confermato da Frittelli. Sarà dunque un agosto di studio e di analisi prevedibilmente dei documenti e delle carte, che preannuncia nuovi scenari e nuovi capitoli di questa vicenda partita da Montedomini ma che evidentemente viene declinata su vari piani.

“Il motivo per il quale è stato introdotto il turistico-ricettivo – ha spiegato Frittelli rispondendo alle sollecitazioni dei consiglieri comunali -, era per cercare di trovare delle risposte a questo numero elevato di immobili liberi. Un’apertura fatta in un momento in cui si poteva fare e non c’era nemmeno un dibattito su questo. Lo scenario era diverso. E la nostra scelta era volta all’individuazione di opportunità per consentire a Montedomini di recuperare un patrimonio che non solo non produceva rendita ma creava dei costi”. Parlando degli affitti turistici, Frittelli ha precisato più volte “l’assoluta regolarità della procedura”. Ha poi spiegato che per l’assegnazione di immobili “a uso sociale non ci sono bandi ma ci sono convenzioni”. Rispetto alle polemiche delle ultime settimane, Frittelli ha detto che si muoverà per chiedere il risarcimento dei danni per le offese ricevute.

“Montedomini rappresenta da oltre 550 anni un’eccellenza della città di Firenze. È un ente autonomo che finanzia la propria attività anche attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare e che, grazie a queste risorse, garantisce rette tra le più basse possibili nelle Rsa e, nei casi di maggiore fragilità, servizi completamente gratuiti”. Lo ha detto Il capogruppo del Pd in consiglio comunale di Firenze Luca Milani intervenendo durante la seduta della commissione.
“Su questa vicenda è giusto fare una riflessione – ha proseguito -. Però ricorda che c’è un unico caso che presenta profili di irregolarità perché attivato dopo il blocco, è già stato oggetto di un incarico ai legali da parte del presidente di Montedomini”. Per il consigliere comunale Cristiano Balli, vice capogruppo Pd, “la vicenda Montedomini si sta trasformando in una tempesta in un bicchier d’acqua, con toni del tutto sproporzionati rispetto ai fatti e con il rischio di mettere in discussione un’istituzione che da oltre cinque secoli rappresenta un punto di riferimento per la città”. Secondo Balli “il rischio è che una polemica sproporzionata finisca per danneggiare la credibilità di un’azienda pubblica che ogni giorno offre servizi fondamentali alle persone più fragili”. Il consigliere della Lista civica Funaro Sindaca, Marco Semplici, ha sostenuto che “la volontà di trasformare questa vicenda in un caso politico a tutti i costi ha portato la destra a sostenere ricostruzioni prive di fondamento. Si è arrivati perfino all’intervento del ministro Mazzi contro il Comune di Firenze, dimenticando però un elemento tutt’altro che secondario: il Comune di Siena, amministrato da Fratelli d’Italia, attraverso la propria Asp ‘Città di Siena’ prevede espressamente, all’articolo 11 del proprio regolamento, la possibilità di svolgere attività di affitto turistico e B&b. Mi chiedo quindi quale sia il giudizio del ministro Mazzi su quanto accade a Siena, e cosa ne pensi il segretario regionale di Fratelli d’Italia Michelotti, che di quella amministrazione è stato assessore”.

“Ci domandiamo perché, a fronte di una emergenza casa conclamata, il Comune di Firenze non abbia messo sul piatto sin da subito le risorse necessarie per recuperare, quantomeno in parte, il patrimonio di Montedomini, allo scopo di destinarlo alle famiglie in difficoltà. È una domanda che ci immaginiamo permanga senza risposta o al massimo susciti il medesimo scaricabarile sul Governo Meloni”. Così i consiglieri comunali Fdi Angela Sirello (capogruppo) e Matteo Chelli, dopo la commissione controllo sulla vicenda Montedomini. Ampio il dibattito tra le forze politiche.
Sulla questione il consigliere del gruppo misto – Noi Moderati, Luca Santarelli, ha detto di pretendere “atti concreti e formali. in questa sede chiedo: un audit esterno e indipendente su tutta la governance di Montedomini e delle sue controllate”, “l’introduzione immediata di regole ferree contro le ‘porte girevoli'”, “la calendarizzazione immediata dell’audizione del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ente e dei componenti del collegio dei revisori”. Per Tiziana Nisini, commissario della Lega a Firenze, “era immaginabile che la pur doverosa commissione controllo, convocata ad hoc per analizzare la questione Montedomini, non riuscisse a fare totale chiarezza sulla complessiva gestione immobiliare da parte dell’ente pubblico. Abbiamo seguito con attenzione l’intera seduta e rimaniamo ancora più convinti che sia fondamentale istituire una specifica commissione d’indagine, non per colpevolizzare qualcuno a priori, ma per un’esigenza di massima trasparenza”. Dmitrij Palagi capogruppo di Sinistra Progetto Comune a Firenze ha evidenziato che “questa mattina, in commissione controllo, il presidente dell’Asp Firenze Montedomini e l’assessore con delega al sociale hanno aperto all’internalizzazione dell’assistenza nelle residenze sanitarie assistenziali, dicendo che è un ragionamento già avviato. Bene: sia la priorità a settembre per la commissione 4”. Secondo il capogruppo del M5s a Firenze, Lorenzo Masi “la vera domanda è se siano coerenti con la missione di un ente pubblico nato per perseguire finalità sociali. Un’azienda pubblica di servizi alla persona non può essere valutata soltanto sulla capacità di massimizzare le entrate del proprio patrimonio: deve essere valutata, prima di tutto, sulla capacità di produrre valore sociale”.