Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, riguardo la possibilità di realizzare un Cpr in Toscana. Giani ha confermato l’arrivo di una comunicazione del ministro Piantedosi alla sua segreteria. Ferma contrarietà nel centrosinistra locale.
“E’ arrivata una lettera di Piantedosi alla mia segreteria che si riferisce al fatto che lui vuole fare un Cpr a Pallerone, nel comune di Aulla, luogo bello quanto fragile. Per me è un oltraggio alla Lunigiana andare lì a fare il Cpr. È un grande errore e un grande sbaglio e io per quello che posso mi opporrò ed esprimerò il mio parere contrario” questo quanto ha dichiarato Giani.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha comunicato al presidente della Regione Toscana di avere individuato un’area candidata alla realizzazione di quello che sarebbe il primo Centro per i rimpatri in Toscana. Sono comunque in corso le verifiche di fattibilità. La lettera, secondo gli esponenti toscani del Pd, non può non essere interpretata anche come un segnale di “pressione” per la realizzazione del Cpr, sul quale Giani si è sempre detto contrario. “Per me è un oltraggio alla Lunigiana. È un grande errore e un grande sbaglio e io per quello che posso mi opporrò ed esprimerò il mio parere contrario”. Lo ha detto il presidente confermando l’arrivo di una comunicazione del ministro Piantedosi alla sua segreteria. Giani dice di essere “contrario ritenendo l’approccio non corretto perché diventano veri e propri luoghi di detenzione, quindi prima di qualsiasi previsione, secondo me, occorrerebbe riformare le norme”.
“L’individuazione di un’area ad Aulla, nella provincia di Massa Carrara, per un nuovo CPR – ribatte il segretario regionale del Pd, l’on. Emiliano Fossi – è una scelta grave e sbagliata. I Centri di permanenza per i rimpatri sono un modello fallimentare e disumano che non garantisce sicurezza né rispetto dei diritti ma ricorda più il modello dei lager. “Chiediamo di fermare questo progetto e aprire subito un dialogo”, conclude Fossi che chiede “soluzioni serie, umane ed efficaci, non propaganda”.
Il Governo dunque accelera per realizzare anche in Toscana un Centro di permanenza per i rimpatri. Più volte il titolare del Viminale ha pubblicamente sostenuto che per aumentare il numero dei rimpatri è necessario assicurare la presenza di almeno un Cpr in ogni Regione. A compensazione della presenza del nuovo Cpr, nella zona di riferimento il ministero valuterà l’alleggerimento delle presenze dei Cas (Centri accoglienza straordinaria), su modello di quanto già proposto altrove.
“Giani faccia muro. La Toscana non ha bisogno di mini-carceri per migranti, ma di politiche migratorie serie, umane e basate sulla legalità del diritto”, dicono Dario Danti e Filiberto Zaratti, per Alleanza Verdi e Sinistra. “I centri di permanenza per i rimpatri sono, nei fatti, dei buchi neri dei diritti fondamentali”.
Il Partito Democratico della Provincia di Massa-Carrara esprime netta contrarietà all’ipotesi di realizzazione di un CPR ad Aulla, giudicata una scelta inefficace e non rispettosa delle caratteristiche del territorio della Lunigiana. Contesta anche il metodo, denunciando l’assenza di un adeguato coinvolgimento delle istituzioni locali in una decisione che incide profondamente sulle comunità. Da qui l’appello al sindaco di Aulla e presidente della Provincia, Roberto Valettini, affinché si opponga con determinazione all’ipotesi.
“La delinquenza in Toscana sta assumendo un deriva pericolosa, forse senza precedenti. L’omicidio di Massa, ma anche la situazione quotidiana delle periferie fiorentine, certificano senza appello il fallimento di vent’anni di politica buonista della sinistra locale.” si legge in una nota dell’europarlamentare toscano di FdI Francesco Torselli.
Una partita che si riapre dunque con una mossa ministeriale proprio all’inizio della campagna elettorale per le amministrative, che al di là dei comuni coinvolti, e della Lunigiana, torna a riproporre politicamente sul piatto e per la pancia degli elettori il tema della sicurezza e dei migranti.