Firenze: presentato esposto in procura su fermo ambulante. Palazzo Vecchio: video diffuso è parziale

ambulante

“L’esposto – afferma l’avvocato Cosimo Magazzini – è stato presentato questa mattina ed è stato fatto affinché sia valutato l’operato delle forze dell’ordine”. Il sindaco Nardella ha incontrato il console del Senegal: “respingiamo fermamente l’accusa secondo cui gli agenti avrebbero agito per razzismo”

Depositato questa mattina in procura a Firenze l’esposto dei due passanti, un ragazzo e una ragazza, che hanno ripreso in un video, poi diffuso in rete, le fasi di fermo per l’identificazione di un venditore ambulante, immobilizzato a terra su lungarno Acciaiuoli, vicino a Ponte Vecchio, da vigili urbani in abiti civili impegnati in controllo antidegrado.

“L’esposto – afferma l’avvocato Cosimo Magazzini – è stato presentato questa mattina ed è stato fatto affinché sia valutato l’operato delle forze dell’ordine”, nella fattispecie quello di agenti in abiti civili della polizia municipale di Firenze. Nel documento, precisa il legale, non vengono ipotizzati reati specifici a carico degli agenti tuttavia “abbiamo rimandato la valutazione alla procura – spiega ancora – perché abbiamo visto la scena ma non conosciamo l’antefatto. Quello che chiediamo è di fare chiarezza”.

L’associazione ‘Mutuelle della solidarietà dei senegalesi in Italia’ ha diffuso un comunicato in cui definisce l’accaduto come “l’epilogo di una serie di atti di discriminazione”, e sottolinea “la natura razzista, inumana e degradante del trattamento”.

Alla presentazione dell’esposto risponde l’assessore alla sicurezza del Comune di Firenze, Benedetta Albanese: “il fermo è stato effettuato inizialmente ai fini di identificazione. Poi il venditore ambulante abusivo è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesione personale oltre alla mancata presentazione dei documenti. Il video che è circolato in rete è parziale, riprende la parte terminale di un intervento più complesso. Sulle modalità ci siamo attivati per una verifica per quelle che sono le procedure di immobilizzazione delle persone per la sicurezza e senza l’uso di violenza”.

Albanese ne ha parlato rispondendo ad un question time di Antonella Bundu (Sinistra Progetto Comune).

L’episodio risale al 5 aprile, poi nei giorni successivi il filmato è stato diffuso sul web. Albanese, non entrando nel merito dell’esposto,  ha raccontato che gli agenti intervenuti hanno avuto “lesioni, guaribili rispettivamente in tre e cinque giorni. La condizione psico-fisica del venditore era buona, non ha chiesto cure e non abbiamo avuto notizia che ci siano stati accessi al pronto soccorso”.

“Comunque -ha aggiunto l’assessora-  la nostra intenzione è fare piena luce rispetto a quelle che sono le modalità adottate, procedere con verifiche interne che possono essere ritenute opportune e necessaire. L’abusivismo commerciale è un tema che viene affrontato dal corpo della polizia municipale: nel 2019 sono stati sequestrati 102.000 pezzi, in questo inizio del 2022 siamo già a 8.000 pezzi”.

“All’ambasciatore del Senegal abbiamo assicurato che avvieremo oggi stesso una verifica interna con la polizia municipale affinché si possano individuare tutti i dettagli della dinamica perché se ci saranno dei responsabili questi saranno opportunamente sanzionati disciplinarmente. Respingiamo fermamente l’accusa secondo cui gli agenti avrebbero agito per razzismo”. Questo invece quanto dichiarato in merito alla vienda e all’esposto il sindaco di Firenze Dario Nardella.

“In ogni caso, abbiamo confermato che gli agenti della polizia municipale hanno fatto un esposto alla procura per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e abbiamo appreso che anche il cittadino senegalese presenterà una denuncia – ha aggiunto -. Noi confidiamo nella correttezza di tutta questa vicenda e soprattutto ribadiamo il rapporto eccellente che c’è con la comunità senegalese, un rapporto che va avanti da molto tempo, grazie al quale abbiamo anche collaborato per affrontare il difficile problema del commercio abusivo, che viene spesso segnalato dai nostri cittadini, e per questo la comunità senegalese è stata di grande aiuto. Faremo tutto ciò che è necessario affinché si possa fare piena chiarezza su tutto l’accaduto, dall’inizio alla fine”.

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