Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato le modifiche al regolamento degli affitti brevi. Oltre alla zona Unesco, si aggiungono nove zone fuori dal centro. Il centro destra si spacca sul voto. Ed anche il Campo largo.
Gli affitti brevi a Firenze oggi hanno una serie di regole e limitazioni non più solo nel centro storico, dunque nell’area Unesco, ma anche fuori dal centro. In altre nove zone di quartieri che confinano con i luoghi dell’overtourism e che sono interessanti dalla tracimazione del fenomeno: Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Pignoncino e Paolo Uccello, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca. Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato d’urgenza le modifiche al regolamento degli affitti brevi, mentre fuori da Palazzo Vecchio un centinaio di persone, proprietari e gestori di b&b protestavano. Ad oggi sono quasi 17 mila. La Sindaca di Firenze parla di “monitoraggio continuativo” e di “regolamento dinamico”, il che vuol dire che “in base ai numeri potremo estendere i limiti ad altre aree oppure sbloccarne altre”. Significative le ripercussioni politiche. Per iniziare l’ex sfidante e capo dell’opposizione di centro destra Eike Schmidt che dopo aver fatto trapelare un suo possibile appoggio ha lasciato il Consiglio comunale prima del voto. Poi le astensioni. Prevedibile quella di Dmitrij Palagi di Sinistra progetto comune, poco foriera di campi larghi anche in Comune quella di Lorenzo Masi del Movimento 5 stelle. Scontato il voto del centro destra: contrari gli otto consiglieri di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia e Massimo Sabatini unico presente della Lista Schmidt. Da segnalare infine il voto contrario di Francesco Casini e di Francesco Grazzini di Italia Viva. Il campo largo in comune di allontana sempre di più. Fuori dal Palazzo, non è soddisfatto il Comitato Salviamo Firenze che lotta contro l’overtourism: “congelare la situazione esistente non significa curare una città”, dice Massimo Torelli.

