Lo afferma in una nota il sindacato SAP. Che in un comunicato sottolinea ‘È stato morto un uomo’, non sembra una semplice richiesta di verità: contiene un’accusa e anticipa una sentenza”. Siulp: 24 agenti Firenze feriti in scontri a Bologna”
“Profonda indignazione per il presidio promosso questa sera davanti alla prefettura di Firenze da Anpi, Arci e Cgil. Già il titolo scelto, ‘È stato morto un uomo’, non sembra una semplice richiesta di verità: contiene un’accusa e anticipa una sentenza”. Così il Sap Firenze che invita “tutte le organizzazioni coinvolte ad abbassare immediatamente i toni”.
“La morte di Abderrahim Fakir è una tragedia sulla quale deve essere fatta piena luce – aggiunge in una nota il SAP -. Saranno la magistratura, l’autopsia, le immagini complete e le bodycam a ricostruire quanto accaduto. Non può essere una piazza a stabilire le responsabilità sulla base di un filmato che, come precisato dalla stessa procura, non documenta l’intera sequenza dei fatti”. Massimo Bartoccini, segretario provinciale Sap Firenze, si dice “profondamente indignato. Disumano è negare a due servitori dello Stato la presunzione d’innocenza. Disumano è indicarli come responsabili prima degli accertamenti. Disumano è utilizzare una tragedia per alimentare ostilità contro l’intera Polizia di Stato”. La mobilitazione, ricorda il sindacato, “arriva all’indomani delle violenze avvenute proprio a Bologna. Il primo bilancio ufficiale parla di 64 operatori delle forze dell’ordine feriti”, “tra loro figurano 26 colleghi del Reparto mobile di Firenze, ai quali va la piena vicinanza del Sap fiorentino”.
Per Bartoccini “non vediamo oggi un’analoga mobilitazione, né appelli altrettanto indignati, per gli operatori feriti. Nessun presidio contro chi ha colpito le divise con pietre, bottiglie e bombe carta. Quando viene aggredito un poliziotto prevale troppo spesso il silenzio”. “Mai avrei pensato – osserva ancora – di vedere un sindacato dei lavoratori partecipare a una manifestazione che mette sotto accusa altri lavoratori senza attendere gli accertamenti della magistratura. Anche per loro devono valere le garanzie che la Cgil giustamente rivendica per ogni altra categoria”. “Non vorremmo pensare che dietro questa mobilitazione vi sia la volontà di attaccare il Governo utilizzando le divise come bersaglio politico. Se questo fosse l’obiettivo, sarebbe gravissimo”.

