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Mar 21 Lug 2026
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Prato, Gip non convalida sequestro merce logistica Acca di Seano

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Prato, Gip non convalida sequestro merce logistica Acca di Seano
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Il provvedimento urgente alla base dello sgombero dei manifestanti lo scorso 3 luglio, non è stato convalidato dal gip di Prato. La Procura ha presentato ricorso e la decisione potrebbe avere conseguenze anche sul procedimento avviato dalle aziende del pronto moda al tribunale del lavoro di Pisa. Sullo sfondo resta la protesta dei lavoratori e il futuro di 95 posti di lavoro.

PRATO Il sequestro della merce nella logistica Acca di Seano, quello che portò allo sgombero dei manifestanti lo scorso 3 luglio, non è stato convalidato. Lo ha deciso il gip di Prato Costanza Chiantini. Il provvedimento riguarda la merce di 21 aziende cinesi del pronto moda, bloccata nel deposito di via Copernico.
La decisione del gip risale all’8 luglio, ma Sudd Cobas l’ha resa nota oggi, dopo averne avuto conoscenza ieri. La Procura, intanto, ha presentato ricorso. La questione sarà discussa il 27 luglio.

La vicenda ha conseguenze anche su un altro procedimento. Il 16 luglio, il tribunale del lavoro di Pisa aveva accolto il ricorso urgente di 14 aziende del pronto moda. L’obiettivo era tornare in possesso della merce ferma nel deposito.
Il giudice aveva deciso senza ascoltare preventivamente i lavoratori e il sindacato. Nel provvedimento aveva fatto riferimento al sequestro disposto dalla Procura di Prato. Ma, nel frattempo, quel sequestro non era stato convalidato dal gip.
Il Sudd Cobas contesta quindi la decisione del tribunale pisano. E accusa di essere stata data una rappresentazione distorta della protesta.
Luca Toscano e Sarah Caudiero, entrambi indagati per violenza privata, parlano di un «ribaltamento della realtà». Il sindacato sostiene che il 23 giugno sarebbero stati gli imprenditori cinesi ad aggredire i lavoratori nel tentativo di recuperare la merce.

Al centro della vertenza restano però i 95 posti di lavoro a rischio. Per il Sudd Cobas, il futuro degli operai deve tornare al centro del dibattito. Il sindacato teme infatti che l’azienda voglia chiudere a Seano per ripartire altrove con un altro nome.
Il prossimo appuntamento giudiziario è il 27 luglio. Quel giorno sarà esaminato il ricorso della Procura contro la mancata convalida del sequestro.