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Gio 23 Lug 2026
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Montedomini, Salviamo Firenze: ‘in ex complesso Sant’Agnese i lavori proseguono ‘

ย Ancora lavori nell’ex complesso di Sant’Agnese, in via Guelfa, di proprietร  di Montedomini, salito alla ribalta perchรฉ alcuni alloggi contigui sono stati destinati, una volta affittati, a locazioni turistiche. In particolare, fa sapere Massimo Torelli portavoce di Salviamo Firenze, “c’รจ un intervento al civico 79/a e “le operazioni di sgombero che non sono ancora concluse”.

Secondo quanto racconta Salviamo Firenze, “il portone in ferro รจ chiuso, ma guardando all’interno attraverso la fessura, si vedono accatastati una serie di sacchi neri lungo una parete”.

L’immobile รจ stato messo in affitto da Montedomini per una durata ventennale, con un bando scaduto lo scorso 8 giugno, insieme a un altro fondo commerciale, al civico 85. “Mi chiedo se sia stata avvista la Soprintendenza” sottolinea Torelli.

Sul complesso di via Guelfa, in un video diffuso sempre da Salviamo Firenze, interviene Fulvio Cervini, direttore del dipartimento Sagas dell’Universitร  di Firenze, che ne ripercorre la storia, a partire dalle rappresentazioni teatrali a fine 1400, prima che diventasse un dormitorio e poi cessasse l’attivitร . Per Cervini si tratta di “uno straordinario complesso” e “la privatizzazione รจ una menomazione molto grave del tessuto culturale di una cittร  che non puรฒ permettersi di perdere un altro lungo, importante, articolato capitolo della sua storia”.

Sul complesso di Sant’Agnese intervengono anche gli architetti Sergio Paderi e Alberto Di Cintio, tra i firmatari del documento ‘Per una svolta urbanistica a Firenze’. Parlando della storia dell’immobile di via Guelfa, sottolineano in una nota “la lungimiranza degli amministratori di queste istituzioni di beneficenza” e il “tradimento” da parte della pubblica amministrazione” che si รจ concretizzato “attraverso il riversamento di questi beni” sul “mercato immobiliare della cittร ”. Un’operazione che “grida vendetta non solo di fronte all’origine giuridica di questo patrimonio, ma anche verso i tanti poveri che non riescono a trovare posto nelle politiche dell’Azienda pubblica alla persona Montedomini”.

Per Paderi e Di Cintio “รจ necessario e urgente, a questo punto, individuare un percorso per impedire nuovi interventi speculativi”