I sindaci dei 65 Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia si riuniscono domani mentre crescono le proteste per i disservizi nella raccolta dei rifiuti: all’ordine del giorno ci sono le tariffe. I costi del servizio sono aumentati del 12,6% in due anni e ora il conto rischia di ricadere ancora una volta su famiglie e imprese. A Firenze le opposizioni sono sul piede di guerra, mentre da Prato il sindaco Matteo Biffoni chiede una Tari più equa.
FIRENZE Tra indiscrezioni e calcoli è arrivato il giorno del giudizio: domani si saprà la verità sugli aumenti della Tari – la tassa sui rifiuti – nell’Ato Toscana Centro. I sindaci dei 65 Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia sono chiamati all’assemblea dei soci, mentre entro il 31 luglio i Consigli comunali dovranno votare le nuove tariffe. Tutto questo mentre aumentano le proteste per i disservizi nella raccolta dei rifiuti.
Il Piano economico finanziario d’ambito certifica una crescita dei costi: la cifra complessiva da coprire è passata infatti dai 388 milioni del 2023 ai 437 milioni del 2025, il 12,6% in più. E le ricadute sulle bollette si fanno già sentire: a Firenze l’aumento medio tra 2024 e 2025 è stato dell’8,7%, a Prato dell’8,8%.
Per il 2026, a Firenze, l’incremento previsto per le utenze domestiche è del 6,7%, mentre per negozi, bar, ristoranti e uffici si fermerebbe al 3,2%. «Non è un tecnicismo, ma una scelta distributiva», attacca il consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, che contesta anche la redistribuzione del peso della tariffa tra metri quadrati e numero dei componenti delle famiglie.
La maggioranza di Palazzo Vecchio replica che gli aumenti dipendono da inflazione, investimenti e regole nazionali. I presidenti delle commissioni Bilancio e Ambiente, Cristiano Balli (Pd) e Giovanni Graziani (Avs), rivendicano la scelta di mantenere al 35% la quota minima a carico delle utenze domestiche e l’esenzione per le famiglie con Isee sotto i 9 mila euro. Ma Alessandro Draghi, consigliere di Fratelli d’Italia, parla del «settimo anno consecutivo» di aumenti della Tari.
Sul tavolo c’è anche la gestione di Plures. A Prato il sindaco Matteo Biffoni si era astenuto nei giorni scorsi sul piano economico e finanziario della società, mentre Firenze aveva votato a favore. «La Tari deve essere più equa», ha detto Biffoni. Domani, dunque, i Comuni soci saranno chiamati a confrontarsi sulle strategie della holding e sulle ricadute per cittadini e imprese.

