Il 39,3% dei giovani intervistati considera lavorare nell’artigianato ‘abbastanza attraente’, ma solo il 22,2% cercherebbe informazioni concrete nei prossimi 12 mesi. I dati nell’indagine l’indagine ‘GenZ & Professioni Artigiane – UniversityBox 2026’, presentata a Firenze nel corso del convegno Artigianalità in Italia 2026, organizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con Firenze Fiera in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.
Solo il 39,3% dei giovani si dichiara attratto da una carriera nell’artigianato e il 72,2% ritiene difficile vivere dignitosamente di solo artigianato. Il passaggio all’azione è frenato, secondo lo studio, da tre fattori principali: la percezione di guadagni bassi o incerti (51,6%), il deficit informativo, con il 77,4% che non ha mai ricevuto indicazioni nel percorso formativo, e un gap di immaginario, che vede l’artigianato come tradizionale più che innovativo.
Tra i mestieri del futuro emergono sartoria e moda artigianale (53,4%), artigianato digitale come stampa 3D, Cnc e laser cutting (49,9%), falegnameria e design d’interni (42,7%) e oreficeria e gioielleria (40,8%). I mestieri tradizionali ‘puri’ (liuteria e restauro 15,1%, panificazione 15,9%, pelletteria 17,8%) risultano meno attrattivi. Quanto all’intelligenza artificiale, il 62,8% ritiene che cambierà le professioni artigiane: il 37,5% prevede la nascita di figure ibride artigiano-digitali, il 33,9% teme la sostituzione di lavorazioni, il 14,9% non prevede impatti significativi e il 13,8% ritiene che l’Ai renderà l’artigianato più efficiente senza snaturarloLe parole più associate all’artigianato sono manualità (76,2%), tradizione (56,3%) e qualità (50,0%).

