Il prefetto Valenti apre all’ipotesi di un Centro di permanenza per i rimpatri dei migranti. Nardella, siamo a disposizione per la ricerca di strutture

Centro permanenza rimpatri
©Controradio

Firenze, si è tenuta ieri a Palazzo Medici Riccardi la Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza. Tra i temi affronti anche l’ipotetica creazione in Toscana di un Centro di permanenza per i rimpatri dei migranti – CPR, nonostante fino a oggi la Toscana si sia sempre opposta alla sua creazione.

A presiedere la seduta il prefetto di Firenze Valerio Valenti, il quale ha affermato che in merito alla creazione di un Centro di permanenza per i rimpatri in Toscana si è parlato molto, “è stato uno dei capitoli, e credo sia emersa una generale condivisione sull’opportunità che la Toscana si doti di una struttura”. Per Valenti serve un centro “che funga da deterrente per quegli extracomunitari espellibili che sono più del 50% di chi commette reati che creano particolare allarme sociale. Una struttura di piccole dimensioni, con meno di 50 posti”.

“Già utilizzando gli accordi in essere – ha proseguito il prefetto -, penso al Marocco, alla Tunisia, all’Albania, all’Egitto, ci sono tutti Stati e paesi con i quali esistono gli accordi di riammissione. Parliamo di cifre che vanno nell’ordine di centinaia di persone che in tutta la Toscana reiterano comportamenti delittuosi, e quindi soprattutto reati come lo spaccio, i furti, le rapine la violenza sessuale. Quindi nei confronti di questi soggetti la possibilità di avere un un CPR sarebbe certamente utile”.

Secondo Valenti oggi ci sono pochi rimpatri per “due ragioni che ostano. Una è l’indisponibilità di posti, perché i CPR che ci sono sul resto del territorio nazionale sono tutti pieni. La seconda ragione è la distanza che ovviamente rende economicamente percorribile un trasporto di una persona da Firenze a Brindisi o a Gradisca d’Isonzo, perché significa perdere quattro uomini per minimo tre giorni, e quindi rinunciare a un controllo del territorio che viene a essere gravemente compromesso. Avere invece un centro a disposizione a pochi chilometri, 50-100 o quelli che sono, sicuramente costituirebbe un grande aiuto”.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, commentando la proposta avanzata dal prefetto Valerio Valenti in occasione della Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, ha affermato di essere a disposizione per vedere se nell’area metropolitana vi siano delle strutture adeguate per la realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri. Tali strutture, ha spiegato, “devono essere lontane dai centri urbani per non generare problemi di tipo sociale”, ma “vicine a canali di collegamento nazionali ed internazionali, porti, ferrovie, autostrade”.

Secondo il sindaco di Firenze il futuro CPR “non deve essere troppo grande, non deve violare assolutamente i diritti della persona, ma deve essere uno strumento efficace per una brevissima permanenza e poi per creare le condizioni per un veloce rimpatrio”, perché “non stiamo parlando degli immigrati che sono integrati, di persone che lavorano e vivono nelle nostre comunità“, ma “di criminali che delinquono abitualmente e sono una vera minaccia per la società, e che per altro mettono in cattiva luce il tema degli immigrati che invece va trattato con intelligenza, con pragmatismo, e non in modo ideologico o addirittura razzista”.

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