Tria: nessuno ci chiede manovra correttiva

Giovanni Tria

“Una manovra correttiva? Nessuno ce la chiede”. Così il ministro dell’Economia e Finanza Giovanni Tria a Firenze intervenendo al Festival dell’Economia civile.

– “In questi giorni si approveranno i decreti sblocca cantieri e poi le misure necessarie per
contrastare la stagnazione, questo rallentamento. Spero anche prima del Documento di economia e finanza” ha aggiunto Tria. Che ha sottolineato: “La crescita è necessaria e non
sufficiente, ma ci vuole. Se guardiamo al tipo di crescita, questa può essere non inclusiva ma diretta, con un modello sbagliato che porta alla non crescita. Serve dunque una crescita
equilibrata e non squilibrata, altrimenti si ha un impatto anche sociale. Inseguiamo la stabilità finanziaria ma non può esserci senza stabilità sociale”.

In questo momento c’è “un rallentamento della crescita in Europa”, perché “si è fermato il
motore, la Germania”, e conseguentemente “si è fermata anche la parte più produttiva dell’Italia, quella del manifatturiero che esporta”  ha detto il ministro dell’Economia. Il problema è che l’Italia “da dieci anni cresce un punto percentuale in meno del
resto d’Europa, significa che la nostra economia è allo ‘zero’ mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento”, ha aggiunto. “Una manovra correttiva nel senso
di una manovra restrittiva, e quindi ancora più recessiva, non è logica in questo momento e nessuno in Europa chiede una cosa illogica di questo tipo”, ha poi spiegato Tria.
“D’altra parte la manovra correttiva dobbiamo farla, nel senso che le misure urgenti sull’economia sono una manovra correttiva per sostenere l’economia – ha aggiunto – senza mettere in discussione gli obiettivi di bilancio”.
“Noi rispetteremo gli obiettivi che riguardano il deficit strutturale, ovviamente. Su quello stiamo discutendo”, ha concluso Tria. (

Poi la questione delle banche.  “Attaccare il sistema bancario italiano, mettere in dubbio la sua solidità ma anche la sua resilienza e porre un sospetto su questo, significa avallare una
delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà”. E significa “minare l’interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all’unione
bancaria” ha dettoTria.

“A parte alcuni casi, che sono veramente pochi, di malagestione delle banche italiane, il
sistema bancario italiano è uno dei più sani d’Europa e forse del mondo”  ha aggiunto  Tria.  “Dopo la crisi del 2008 questo era chiaro non avevamo titoli velenosi, derivati pericolosi, tossici, come le avevano e in alcuni casi hanno ancora molte banche europee,
in primo luogo tedesche”.

Secondo il ministro dell’Economia “la crisi bancaria italiana viene dalla seconda recessione
e lì che è venuto fuori il problema” perché “le regole internazionali si sono molto irrigidite, ponendo oneri al sistema bancario, e quello italiano era molto indebolito”. Oggi, però, “il sistema bancario italiano si è consolidato e gli npl si sono ridotti di molto, dimezzati”, ha proseguito il ministro sottolinenando come “il sistema bancario italiano non ha
qualcosa da nascondere, sono altri i sistemi bancari che hanno problemi da nascondere”.

 

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