Una delle realtà più originali e vivaci del panorama rock scandinavo si muove tra garage punk, melodie FM rock e brividi horror dal sapore squisitamente rétro.
The Dahmers, originari delle cittadine svedesi di Kristianstad e Bromölla, rappresentano una delle realtà più originali e vivaci del panorama rock scandinavo contemporaneo. Nati nel 2011 quasi per gioco dopo un party di Halloween, sulla scia del cosiddetto “Action Rock”, hanno saputo dar vita a una sorta di “Frankenstein” musicale che mescola con estrema naturalezza l’irruenza del garage punk, il tiro del rock’n’roll classico e le melodie accattivanti del pop anni ’60 (“Se la melodia non si attacca dopo il primo ascolto, qualcosa è seriamente sbagliato “) e del “Rock FM” degli ’80, il tutto confezionato in un’estetica horror decisamente retrò che abbraccia l’immaginario che dai b-movies degli anni ’50 arriva agli horror anni ’80 filtrando tutto attraverso la lente deformante del musical di culto The Rocky Horror Picture Show.

Con il loro nuovo lavoro in studio, “Creature Feature” la band guidata dal frontman Christoffer Karlsson ha raggiunto ha deciso di espandere i propri confini sonori affidandosi alla produzione di Johan Gustafsson (bassista dei The Hives), registrando presso lo storico Studio Ingrid di Stoccolma. Rispetto alle precedenti uscite caratterizzate da un suono garage più grezzo e lo-fi, in questo quarto album la mano di Gustafsson è evidente per una produzione più stratificata che, pur mantenendo l’energia punk, introduce elementi glam come archi e ottoni o elementi tipici dell’AOR come i sintetizzatori, conferendo a brani come “Nightmare of ’78” o “River City Skyline” un respiro quasi cinematografico.
Dal punto di vista tematico (e la copertina non lascia spazio a dubbi), l’album è una vera e propria lettera d’amore al cinema horror di serie B, ai film slasher e alla fantascienza d’epoca. I testi spaziano dalle invasioni aliene di “Creeps from Outer Space” ai tributi espliciti ai classici di John Carpenter, fino a toccare figure bizzarre della cultura pulp, come il fachiro protagonista di “El Salama”. Tuttavia, dietro le maschere da scheletro e il trucco pesante, emerge anche una vena più introspettiva: canzoni come “Underdog” affrontano temi universali come l’alienazione e il sentirsi ai margini della società usando l’immaginario di mostri, zombies e freaks come metafora delle fragilità umane.
La notorietà della band nel tempo è notevolmente cresciuta, soprattutto negli Stati Uniti dove la loro musica, insieme alla Svezia, ha le più alte cifre di streaming. Nel 2024, la band ha fatto il loro primo tour americano, che è stato molto atteso dai loro fan americani e canadesi. Nel corso degli anni, hanno anche girato in paesi come Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia, Repubblica Ceca, Polonia, Inghilterra, Norvegia, Danimarca e Finlandia e hanno suonato come opening act per gruppi come The Hellacopters, The Hives, Millencolin o Viagra Boys.
Non c’è dubbio, è solo Rock & Roll, ma ci piace. “Creature Feature” di The Dahmers è il nostro Disco della Settimana.


