Decimo lavoro di studio per la band di Atlanta, A Pound of Feathers è un disco diretto ed ruvido che riporta all’essenza i classici canoni compositivi della band.
The Black Crowes hanno appena pubblicato il loro decimo album in studio intitolato A Pound of Feathers. Il lavoro arriva a soli due anni dal precedente Happiness Bastards, segnando una fase di stabilità creativa per i fratelli Chris e Rich Robinson dopo i turbolenti decenni segnati da scioglimenti e riappacificazioni. Registrato a Nashville in soli dieci giorni con la produzione di Jay Joyce, il disco si distacca parzialmente dalla solarità del capitolo precedente per esplorare sonorità più dense e meno immediate.
Formatisi ad Atlanta nel 1989, i Black Crowes sono guidati dai fratelli Chris (voce) e Rich Robinson (chitarra). Il loro stile è da sempre radicato nel rock classico degli anni ’70, con forti influenze blues, soul e country-rock, un’impronta che li ha resi celebri fin dal debutto Shake Your Money Maker (1990). Dopo numerosi cambi di formazione e periodi di scioglimento, l’attuale nucleo vede, oltre ai Robinson, il bassista di lunga data Sven Pipien.
Il nuovo disco, prodotto da Jay Joyce, si presenta come un lavoro asciutto e privo di sovrastrutture. Le undici tracce si muovono tra il boogie serrato e ballate dal sapore soul, confermando la ritrovata intesa creativa tra i due fratelli dopo i lunghi periodi di silenzio e le separazioni del passato. Brani come Profane Prophecy e It’s Like That puntano su riff di chitarra diretti e sulla voce di Chris Robinson, che conserva la consueta ruvidità senza indulgere in eccessi virtuosistici. Rispetto alla produzione precedente, l’album sembra voler recuperare una dimensione più cruda e meno patinata, quasi a voler restituire il suono di una band che suona dal vivo limitando gli interventi di post-produzione.
La scrittura di Rich Robinson indulge su strutture armoniche consolidate, attingendo a piene mani dal canone del rock classico britannico e americano degli anni Settanta. Non mancano momenti più riflessivi, come Eros Blues o la traccia di chiusura Doomsday Doggerel, dove i ritmi rallentano per lasciare spazio a trame psichedeliche e venature blues più oscure.
In concomitanza con l’uscita del disco, la band ha annunciato una serie di date europee previste per l’estate, integrate nel tour mondiale “Southern Hospitality”. Al momento purtroppo non sono state confermate date in Italia.
“A Pound Of Feathers” di The Black Crowes è il nostro Disco della Settimana.

