Torna “Materia prima”, rassegna dedicata al teatro contemporaneo

Materia prima

La settima edizione di “Materia Prima”, la rassegna di Teatro contemporaneo targata Murmuris, sarà in programma da giovedì 5 marzo a sabato 4 aprile, presso il Teatro Cantiere Florida. Un appuntamento con la nuova drammaturgia, votata alla memoria storica e a quella privata, che vuole far riflettere sull’importanza dell’ascolto.

“La Storia è importante” – afferma Laura Croce, direttrice artistica di Murmuris,- “perché imparando dagli errori del passato l’uomo progredisce. E questo è vero anche per le storie private, quelle minuscole che vogliamo raccontare perché si incrocino con la Storia grande, quella che sembra avanzare senza accorgersi di noi. Per questo, sarà necessario ancora prestare orecchio con cura alle storie altrui, brandelli di vite che si legano alla nostra. Si ascolta nel silenzio. Si tace, e tra chi ascolta e chi dice si crea un legame che restituisce significato alla parola Comunità. Questo oggi è Materia Prima: una Comunità di persone che ascoltano insieme piccole storie dette, urlate, piante o sussurrate”.

Giovedì 5 marzo e venerdì 6 marzo alle 21.00, Il gruppo di artisti laziali Collettivo Controcanto porta al Teatro Cantiere Florida, il frutto della lunga residenza artistica della scorsa stagione: “Settanta volte sette”. Vincitore di Teatri del Sacro 2019, lo spettacolo pone l’accento sul valore del perdono, inteso come trasformazione del dolore in possibilità di riscatto. Attraverso la vita di due famiglie, i cui destini s’incrociano in una sera, racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano.

Eppure, racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta e che l’essere umano, che conosce il contagio del riso e del pianto, dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo. In opposizione alla logica – attualmente vincente – della vendetta, il concetto del perdono protesta per innescare pensieri diversi, per aprire a logiche nuove; protesta contro l’assunto che al male vada restituito il male.

La rassegna continua giovedì 12 marzo alle 21.00, con la straordinaria live performance della Compagnia Unterwasser, finalista al premio Inbox 2019, “Maze”. Le tre performers sul palco animano oggetti e piccole sculture effimere, le cui ombre proiettate su di un grande schermo danno vita a scenari, alla stregua di quelli cinematografici, per raccontare i frammenti di vita di una donna.

Il terzo appuntamento si terrà giovedì 19 marzo alle 21.00, con la produzione di Officine della cultura: “Bella Bestia”. Le attrici Luisa Bosi e Francesca Sarteanesi costruiscono un tragicomico e serrato dialogo tra due donne. Sono le loro vicende parallele, due vite, due storie di ordinaria sofferenza e straordinaria lievità a materializzare la bella bestia, “quella al quale ti affezioni, che convivendoci cerchi di addomesticare ma un giorno gira la testa all’improvviso e ti porta via una mano. E tu la carezzi con l’altra.”

Segue il quarto appuntamento, venerdì 27 marzo alle 21.00 con “Se questo è Levi”, prodotto da Fanny&Alexander, lo spettacolo vincitore del Premio Ubu 2019. Andrea Argentieri si serve delle fonti documentarie e audiovisive d’archivio per ricostruire la testimonianza di Primo Levi. L’interpretazione vuole rendere testimonianza dell’esperienza del famoso scrittore all’interno dei lager, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile, a partire dal perimetro apparentemente sereno e distaccato della ragione. Grazie alla tecnica del “remote acting”, dell’eterodirezione, sperimentata dalla compagnia Fanny & Alexander negli ultimi dieci anni, si cerca di comporre un ritratto dello scrittore che si basa sulla vertigine di una domanda: quanto questa fondamentale testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci?

Sabato 4 aprile alle 21.00, va in scena l’evento internazionale “Sous un ciel bas” di Waël Ali, con Sharif Andoura e Nanda Mohammad. Lo spettacolo, ambientato in Francia, racconta la storia del cineasta siriano Jamal e della sua decennale permanenza con l’ossessione di perdere le memorie del suo passato e delle sue origini, mentre lui e i suoi amici sono sparsi in tutto il mondo. “Sous un ciel bas” rappresenta una successione di incontri insoliti, inaspettati, familiari o impossibili, per riconnettersi con il presente del protagonista, che inizia una ricerca che copre il periodo della nascita dello stato siriano all’inizio del XX secolo.

A chiudere la rassegna interviene un laboratorio teatrale gratuito, condotto da Silvia Rigon e Lucia Menegazzo. Sabato 4 e domenica 5 aprile, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, il Teatro Cantiere Florida ospita il progetto “Wunderkammer – La costruzione del noi”. Insistendo ancora sul concetto di memoria privata e dell’infanzia, il laboratorio si articola in due fasi: una di raccolta dei ricordi e dell’immagine che abbiamo della nostra infanzia e l’altra di ricostruzione di quella immagine. I doppi bambini dei partecipanti saranno grandi bambole di pezza, costruite con materiali di uso comune e quotidiano e facilmente reperibili.

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