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Lun 27 Apr 2026
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ToscanaCronacaSequestrato allevamento di cani nel Pisano, salvi 100 barboncini

Sequestrato allevamento di cani nel Pisano, salvi 100 barboncini

Sequestrato nel pisano un allevamento di cani sovraffollato e in condizioni fatiscenti dalla Guardia di Finanza dopo una serie di accertamenti condotti insieme ai carabinieri forestali e dai funzionari del servizio veterinario della Asl Toscana Centro.

L’intervento ha permesso di mettere in salvo circa 100 barboncini che ora sono stati dislocati in strutture di Toscana, Piemonte, Umbria e Liguria. La proprietaria è stata denunciata per maltrattamento di animali e abusi edilizi. L’attività si trova a Castelfranco di Sotto (Pisa) ed è, spiegano le Fiamme gialle, “riconducibile a un’imprenditrice già gravata da precedenti penali specifici: le indagini hanno accertato che alcuni manufatti del canile fossero stati realizzati senza alcun titolo edilizio, nonostante precedenti provvedimenti amministrativi e il rigetto delle richieste di autorizzazione, dopo il parere sfavorevole della Regione Toscana”. Nell’area, riporta ancora la GdF, sono stati trovati “numerosi cani, per lo più barboncini, destinati alla vendita per un prezzo tra i 1.800 e i 2.800 euro, detenuti in strutture precarie e realizzate con materiali non idonei, spesso deteriorati e privi di adeguato fissaggio, con una diffusa presenza di elementi potenzialmente pericolosi, come lamiere metalliche e reti con estremità sporgenti”. Gli animali erano collocati in ambienti “sovraffollati, in evidente contrasto con i requisiti minimi previsti dalla normativa regionale che tutela gli animali d’affezione”. I veterinari della Asl hanno accertato la presenza di ferite piuttosto gravi su alcuni animali proprio a causa dell’inidonea detenzione nel canile. In particolare, un pastore dell’Anatolia e un pastore del Caucaso avevano le orecchie amputate e altri animali avevano lesioni e malattie compatibili con gli ambienti malsani in cui erano costretti a vivere, anche in caso di cucciolate neonate: 11 barboncini si trovavano nello stesso recinto”. Gli animali sono stati affidati ad Enpa e Leidaa (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente) che faranno istanza congiunta per l’affido definitivo degli animali sulla base della ‘legge Brambilla’.