Sanità, Toscana: limitare liste d’attesa e blocco intramoenia

intramoenia Toscana

C’è anche il contenimento delle prestazioni in intramoenia fino al loro blocco, fino al risolversi della criticità, tra le misure adottate dalla Regione Toscana, così come del resto indicato dal Piano nazionale, per limitare le liste di attesa in sanità nel caso in cui l’attività libero professionale superi di gran lunga quella istituzionale o ci sia uno sforamento dei tempi di attesa massimi in regime istituzionale.

Tra le altre, oltre al blocco intramoenia, misure previste per la sanità in Toscana, “separare rigorosamente il primo accesso dalla successiva presa in carico (o follow up); riorganizzare e bilanciare il rapporto tra domanda e offerta; garantire il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni in base ai codici di priorità fissati; attivare ‘percorsi di tutela’ del cittadino, che gli garantiscano di avere comunque la prestazione nei tempi previsti, se possibile nel pubblico, altrimenti nel privato (ma col solo pagamento del ticket)”.

Queste disposizioni, spiega una nota, sono contenute nel Piano regionale di governo delle liste di attesa 2019-2021, varato dalla Giunta della Toscana nella seduta di ieri, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi. Il Piano regionale, si precisa, recepisce in gran parte le linee di indirizzo di quello nazionale sulle liste di attesa siglato con l’intesa Stato-Regioni del 21 febbraio 2019, ma introduce misure, e anche tempi, più stringenti, peraltro “già contenute” in delibere approvate nei mesi scorsi e ora inglobate nel Piano. Le Aziende, si specifica, avranno 60 giorni di tempo dall’approvazione della delibera per mettere in pratica le regole fissate dalla Regione.

Il Piano dispone tra l’altro che, riguardo al primo accesso, la risposta deve essere garantita entro 72 ore se urgente, 10 giorni se l’urgenza è definita breve, e negli altri casi entro 15/30 giorni per le visite specialistiche ed entro 30/60 giorni per le prestazioni diagnostiche. Ancora, se la prestazione non è disponibile nei tempi massimi previsti, l’azienda dovrà attivare un ‘percorso di tutela’ che consiste nell’inserimento in una pre-lista: il team di Gestione operativa (Go) dovrà procedere alla ricerca di ulteriori spazi disponibili, tramite riutilizzo di potenziali posti liberi, oppure prevedendo percorsi alternativi (presso un erogatore privato, in libera professione, in attività aggiuntiva).

Sono abrogate le indicazioni in merito al cosidetto bonum (indennizzo di 25 euro per alcune prestazioni non garantite nei tempi massimi), poiché il diritto dell’utente è garantito dall’attivazione del percorso di tutela; abolito anche il pagamento dl ticket in caso di mancato ritiro del referto, poiché i canali di ritiro del referto sono molteplici e non controllabili ed inoltre il ticket è corrisposto in fase di accettazione e non più a prestazione erogata. Viene confermato il malum in caso di mancata disdetta della prestazione almeno 48 ore prima della data prenotata.

E’ prevista la pubblicazione dei tempi di attesa sul sito regionale sia per le prestazioni specialistiche (per le quali esiste già da qualche mese una sezione dedicata) che per le prestazioni di ricovero. L’Osservatorio sulle liste di attesa (istituito con la delibera di giunta 194 del 18 febbraio 2019) garantirà il monitoraggio e la verifica dell’applicazione delle indicazioni contenute nel Piano.

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