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Mar 17 Feb 2026
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ToscanaCronacaProfessore escluso dal viaggio di istruzione perché cieco

Professore escluso dal viaggio di istruzione perché cieco

Docente di inglese escluso dal viaggio d’istruzione in Irlanda perché cieco. E’ quanto riporta il Corriere Fiorentino, raccontando la vicenda di un docente del Russel Newton di Scandicci.

E’ la vicenda di Jacopo Lilli, 40 anni, professore al Russel Newton di Scandicci (Firenze). La storia ha avuto inizio in autunno quando si era prospettata la possibilità, per una classe di Scienze umane, di partecipare a uno stage linguistico a Dublino, presso famiglie locali. Un’esperienza curricolare, già prenotata dal 25 febbraio al 3 marzo, con docenti accompagnatori individuati ma senza il prof d’inglese, che sarebbe il più indicato vista la materia che insegna. Su richiesta di studenti e genitori Lilli aveva avanzato la proposta alla dirigente scolastica di essere inserito tra i possibili docenti accompagnatori. Era, riporta ancora il quotidiano, tra l’altro l’unico docente del consiglio di classe ad aver dato la propria disponibilità. Nonostante questo, la preside lo avrebbe depennato dall’elenco degli accompagnatori assegnando la classe ad altri docenti. Di qui la decisione del prof di scrivere una mail alla dirigente per chiedere chiarimenti. “Non ho mai ricevuto risposta”. E non la ricevono neppure i rappresentanti degli studenti e dei genitori. Solo a fine dicembre arriva una telefonata. “La dirigente spiega la sua decisione facendo riferimento alla ‘culpa in vigilando’: secondo lei essendo io cieco, non sarei in grado di garantire la vigilanza sugli studenti all’estero, dove il rapporto previsto è di un docente ogni quindici ragazzi”. “Ho 40 anni, non credo di aver fatto una scelta superficiale. Ho costruito un rapporto di fiducia con studenti e famiglie, so chi porterei con me e penso di essere perfettamente in grado di gestire questa classe specifica, soprattutto in un contesto in cui i ragazzi sono ospitati presso famiglie”. A Dublino, inoltre, Lilli non sarebbe stato il solo accompagnatore. L’unica soluzione prospettata dalla dirigente sarebbe quella di partire come ‘docente extra’, quindi a proprie spese. Alla richiesta di valutare se la scuola potesse coprire i costi, “la risposta è stata evasiva: una risposta che, di fatto, non è mai arrivata”, prosegue Lilli. Intanto i genitori degli studenti scrivono al docente per esprimere la volontà di vederlo partecipare e si dichiarano persino disposti a farsi carico della quota aggiuntiva per farlo partire come docente extra. Ma, la scuola non avrebbe fondi. Alla fine, si legge ancora, arriva un’ulteriore proposta: Lilli può andare, ma prendendo giorni di ferie. “Per me non è una vacanza — dice — è lavoro”. Dunque, il prof non andrà a Dublino. Una scelta che secondo la preside Anna Maria Abbado non va contro di lui, ma a sua tutela: “Nei viaggi di istruzione il docente deve sottoscrivere una assunzione di responsabilità ai sensi del codice civile e penale. Se dovesse succedere qualcosa, in caso di contenzioso tutti si scaglierebbero contro il docente e contro la scuola. Sarebbe una responsabilità troppo grossa”.

“Se si fosse potuta individuare una soluzione diversa, sarebbe stato un messaggio positivo per i ragazzi, nel segno dell’inclusione e della fiducia”. A dirlo, in merito alla vicenda di Jacopo Lilli, il docente di inglese escluso come accompagnatore dal viaggio di istruzione perché cieco, è Fiorenza Poli, assessora alla pubblica istruzione di Scandicci (Firenze), comune dove ha sede del Russell Newton. “Come Comune non siamo direttamente coinvolti nella vicenda, che rientra nell’autonomia e nelle responsabilità della scuola, e per questo rispettiamo le decisioni assunte dall’istituto. Siamo convinti che la decisione della dirigente sia stata presa con l’intento di tutelare tutte le parti coinvolte, nel rispetto del quadro normativo vigente”, afferma l’assessora. “Allo stesso tempo – aggiunge – sentiamo il dovere di esprimere apprezzamento per il lavoro svolto dal docente che, da quanto emerge anche dalla stampa, ha saputo costruire un rapporto di fiducia autentico con studenti e famiglie, riconosciuto dagli stessi ragazzi e dai loro genitori. Questo è un valore educativo importante, che merita di essere sottolineato”. L’auspicio, partendo da quanto accaduto, conclude Poli, è che si possa aprire una riflessione più ampia “affinché in futuro si possano creare le condizioni per superare una normativa forse troppo rigida, a favore di un’alternativa capace di garantire sicurezza e organizzazione ma, allo stesso tempo, di valorizzare le persone che, come il docente protagonista di questa vicenda, ogni giorno lavorano nella scuola con passione e dedizione”.
“La scuola deve educare ai diritti e alla parità, non alla paura per il diverso”. Lo afferma il consigliere regionale del Pd Iacopo Melio. Una vicenda che secondo Melio “merita grande attenzione e pone interrogativi profondi sullo stato reale dell’inclusione nella scuola italiana”.  “Le studentesse e gli studenti lo vogliono, i genitori lo sostengono al punto da offrirsi di pagare la sua quota extra pur di averlo, ed è assurdo arrivare a tanto, mentre Lilli chiede solo di poter svolgere il suo lavoro come chiunque. Questa non è tutela: si chiama paternalismo, discriminazione, abilismo mascherato da prudenza” ha concluso Melio.