La Toscana si prepara a tornare alle urne il 24 e 25 maggio per una tornata amministrativa che coinvolge venti Comuni, ma che assume un peso politico ben più ampio. In gioco ci sono infatti tre capoluoghi di provincia: Prato, Pistoia e Arezzo.
Il test finale in vista delle politiche del 2027, per capire come si stanno ridisegnando i rapporti di forza tra centrosinistra e centrodestra in Toscana. Venti Comuni rimettono in palio una parte della geografia politica regionale: le urne saranno aperte domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. L’eventuale ballottaggio nei Comuni sopra i 15mila abitanti è fissato per il 7 e 8 giugno. La sfida principale è a Prato, la città più grande chiamata al voto. Qui il centrosinistra tenta di riprendersi dopo la crisi che ha portato alla caduta della sindaca Ilaria Bugetti e al commissariamento del Comune. Il Pd ha richiamato Matteo Biffoni, ex sindaco, sostenuto dal campo largo. Il centrodestra punta invece su Gianluca Banchelli di Fratelli d’Italia. Sullo sfondo ci sono la crisi della moda, le tensioni sociali e il futuro industriale della città. Altri 4 candidati contenderanno qui la sfida ai due degli schieramenti principali: Emilio Paradiso, Jonathan Targetti, Claudio Belgiorno ed Enrico Zanieri. Ad Arezzo il centrodestra difende invece uno dei suoi simboli toscani dopo la fine del ciclo di Alessandro Ghinelli. Il candidato sostenuto dalla coalizione è il civico Marcello Comanducci, mentre il centrosinistra schiera Vincenzo Ceccarelli del Pd. Attenzione anche al civico Marco Donati, figura proveniente dall’area ex renziana che potrebbe risultare decisiva all’eventuale ballottaggio. A Pistoia il centrodestra cerca la conferma dopo anni che hanno cambiato gli equilibri storici della città. La candidata è Anna Maria Celesti di Forza Italia, attuale sindaca facente funzioni dopo le dimissioni di Alessandro Tomasi. Il centrosinistra punta invece sul civico Giovanni Capecchi. Terzo sfidante il rappresentante di Pistoia Rossa Fabrizio Mancinelli. Molto aperta anche la partita di Viareggio, dove finisce l’era di Giorgio Del Ghingaro. Sei i candidati in corsa: il rischio ballottaggio appare concreto. A Sesto Fiorentino, invece, il campo progressista prova a mantenere uno dei territori storicamente più a sinistra della Toscana con il civico Damiano Sforzi, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle e Avs. Sul fondo resta una domanda politica più ampia: quanto conta ancora il radicamento territoriale in una Toscana che cambia? Nelle città medie temi come sicurezza, lavoro, casa e infrastrutture stanno sostituendo le vecchie appartenenze ideologiche. E il voto del 24 e 25 maggio potrebbe raccontare molto dello stato di salute dei partiti e delle nuove identità politiche della regione.


