Tessile, Prato porta a Bruxelles la sfida del riciclo: «A rischio diecimila posti»

    0
    Logo Controradio
    www.controradio.it
    Tessile, Prato porta a Bruxelles la sfida del riciclo: «A rischio diecimila posti»
    Loading
    /

    Il distretto tessile pratese porta alle istituzioni europee le sue richieste per evitare che le nuove regole europee penalizzino il riciclo e la manifattura. Per Prato la transizione ecologica deve riconoscere il valore di chi ricicla davvero i materiali.

    La città divenuta fortino della produzione dell’abbigliamento vuole anche fortemente restare quella del tessile. E lo grida all’Unione Europea. Prato ha chiesto infatti alle istituzioni continentali di diventare un laboratorio per scrivere le nuove regole sul tessile. È iniziata a Bruxelles la missione unitaria del distretto, guidata dal sindaco Matteo Biffoni, con Comune, imprese, associazioni di categoria e sindacati. La delegazione è stata ricevuta dai funzionari della Commissione europea che si occupano di industria sostenibile, ambiente e gestione dei rifiuti. Al centro del confronto il documento strategico del distretto e una proposta: fare di Prato il primo laboratorio industriale europeo in cui sperimentare gli effetti delle nuove norme su ecodesign, tracciabilità e riciclo. La posta in gioco è alta. Il distretto conta settemila imprese, 43mila addetti e 2,8 miliardi di euro di export. Secondo Confindustria Toscana Nord, se le regole europee non terranno conto dei processi produttivi reali, sono a rischio tra gli ottomila e diecimila posti di lavoro: significherebbe un ulteriore dimezzamento del distretto. Il nodo principale è quando un materiale tessile riciclato smette di essere considerato un rifiuto. Prato chiede che questo avvenga già dopo la selezione, l’igienizzazione e il taglio, senza aspettare la successiva sfilacciatura meccanica. Una distinzione decisiva per chi recupera gli scarti e per la filiera dei cenciaioli. Il distretto chiede inoltre norme che valorizzino la lana riciclata, regole più chiare sulle sostanze chimiche e un ruolo riconosciuto delle piccole e medie imprese nei sistemi di riciclo. Tra le proposte anche incentivi fiscali per i materiali rigenerati e quote di riciclato negli acquisti pubblici. «Non vogliamo essere semplici recettori passivi delle decisioni europee, ma partner attivi», ha detto il sindaco Matteo Biffoni.