La gip di Massa Antonia Aracri ha stabilito la custodia cautelare in carcere, per pericolo di reiterazione del reato, per il 23enne Alexandru Miron e il 19enne Eduard Alin Carutasu, tra i cinque indagati per omicidio volontario aggravato dai futili motivi nella morte di Giacomo Bongiorni, 47 anni, la sera dell’11 aprile in piazza Palma. Tuttavia, secondo quanto si apprende, la giudice non ha convalidato i due fermi perché non ha riconosciuto che ci sia la condizione del pericolo di fuga.
È nelle immagini sgranate ma decisive di una telecamera di sorveglianza, puntata verso il kebab di piazza Felice Palma, nel centro di Massa, che gli investigatori stanno cercando la chiave per ricostruire con precisione chirurgica gli ultimi istanti di vita di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso la sera dell’11 aprile sotto gli occhi del figlio undicenne e della compagna Sara Tognocchi. Un delitto che si presenta ancora segnato da versioni contrastanti, ricostruzioni divergenti e interrogativi cruciali sul ruolo di ciascuno dei cinque giovani indagati per omicidio volontario: tre minorenni e due maggiorenni. Le immagini video, insieme agli esiti dell’autopsia e alle dichiarazioni rese durante gli interrogatori di garanzia, rappresentano oggi il fulcro dell’indagine coordinata dalla Procura di Massa e condotta dai carabinieri. Una fase delicata, destinata a stabilire responsabilità penali individuali in un contesto descritto, a seconda dei punti di vista, come un’aggressione brutale o una rissa degenerata. Secondo quanto emerge dalle prime analisi degli inquirenti, una delle telecamere presenti in piazza Palma avrebbe ripreso con sufficiente chiarezza la fase iniziale dello scontro. Il filmato, ora al vaglio degli investigatori, mostrerebbe Giacomo Bongiorni intervenire in difesa del cognato, Gabriele Tognocchi. Quest’ultimo, stando alle testimonianze raccolte, avrebbe poco prima richiamato un gruppo di giovani invitandoli a smettere di lanciare bottiglie contro una vetrina. Un gesto, apparentemente banale, che avrebbe innescato una reazione violenta. Il gruppo – che secondo familiari e testimoni sarebbe stato composto da almeno dieci ragazzi – si sarebbe avvicinato in modo minaccioso a Tognocchi, aggredendolo e provocandogli gravi lesioni: la frattura del setto nasale e di una gamba. A quel punto Bongiorni sarebbe intervenuto, venendo a sua volta preso di mira e colpito ripetutamente con calci e pugni. È proprio la dinamica di questa seconda fase, quella dell’aggressione fatale, che le immagini potrebbero chiarire nel dettaglio: chi ha colpito, quante volte, con quale intensità.
Intanto dopo l’istituzione delle zone a vigilanza rafforzata, decise dal Cposp di Massa Carrara in seguito all’omicidio di Bongiorni, arrivano le ordinanze dei sindaci di Massa e Carrara, Francesco Persiani e Serena Arrighi, che vanno così a recepire il pacchetto di misure di emergenza per contrastare fenomeni di violenza e di vandalismo. Per quanto riguarda Massa, dal 17 aprile al 31 maggio chiusura anticipata a mezzanotte e mezzo per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle zone a vigilanza rafforzata (centro storico, area della stazione e della Marina). Già alle 20 scatterà il divieto di vendita di alcolici e superalcolici sull’intero territorio comunale. Per i gestori dei locali scatta l’obbligo di avvalersi delle procedure più veloci per contattare le forze di polizia per allontanare clienti molesti, ubriachi e minorenni che chiedano di bere, nonostante i divieti. Analoghe ordinanze anche a Carrara dal 17 aprile al 31 maggio.


