“Quella di Sollicciano è una situazione che non costituisce una sorpresa”, è “una situazione molto difficile rispetto alla quale è stato programmato un intervento importante. Il problema è che i tempi di questo intervento non sono coincidenti con le esigenze e le urgenze che c’erano in quel carcere. E quanto avvenuto mi pare che dimostri questa distonia, almeno sul piano tempistico”. Così il procuratore generale della Corte di appello Ettore Squillace Greco, commentando il sequestro di sette sezioni del penitenziario, con il conseguente trasferimento dei detenuti.
In merito a una possibile demolizione e costruzione di un nuovo carcere, Squillace Greco ha aggiunto che “ipotizzare una soluzione non sta a me, le soluzioni le deve ipotizzare il ministero e ho letto un comunicato dal quale risulta che già stata avviata una ipotesi di ristrutturazione. Se poi passiamo dal piano particolare di Sollicciano al piano più generale, io non amo i luoghi comuni”, perciò “ricostruire un carcere non significa sposare una visione carcerocentrica della pena. Significa prendere atto che una struttura non è adeguata a svolgere la propria funzione che, non dimentichiamo, è anche quella di consentire la rieducazione del condannato, dare una possibilità, una volta scontata la pena, di reinserirsi nel sociale”. Questo, ha infine concluso, “è un discorso di carattere in generale, che cosa sia più opportuno fare per questa situazione, lo dovranno decidere i tecnici. Quello che io so da magistrato è che” a Sollicciano “è una situazione veramente veramente difficile.
Sulla carenza di organico degli uffici giudiziari, “credo che una situazione così difficile come quella che stiamo vivendo negli ultimi due anni non abbia precedenti. Dico solo un dato, in Corte d’appello a Firenze ci sono circa 15.000 processi pendenti. Fate un po’ voi i conti”. Così Ettore Squillace Greco, procuratore generale a Firenze, ha risposto ai cronisti a margine della firma del protocollo tra la Regione e le Procure della Toscana per l’assegnazione di personale regionale agli uffici giudiziari.

