In Toscana fuma il 23% della popolazione, prevalgono gli uomini e la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni inoltre il fumo è più diffuso tra le persone con maggiori difficoltà economiche (38,5%) e con un livello di istruzione medio-basso (45%). Sono i dati diffusi dalla Regione
In Toscana un cittadino su 4 fuma, tra questi uno su tre è in difficoltà economica, la maggior parte sono uomini giovani adulti. Anche nella nostra regione il fumo non arretra anzi. E a fronte di un tabagismo che torna a crescere, trainato dalla diffusione soprattutto tra i giovani delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato, non a caso la Regione rinnova i percorsi per smettere di fumare.
La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessora regionale alla sanità Monia Monni, le nuove linee di indirizzo e il nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per la dipendenza da tabacco e da prodotti contenenti nicotina, che recepiscono le più recenti raccomandazioni dell’Oms e dell’Iss.
Il nuovo Pdta organizza l’assistenza su tre livelli. Il primo coinvolge tutti gli operatori sanitari, chiamati a individuare sistematicamente i fumatori in ogni contesto di cura, a registrare l’abitudine al fumo nella documentazione sanitaria e a incoraggiare chi fuma a smettere, indirizzando quando necessario i pazienti verso i percorsi specialistici. Il secondo valorizza il ruolo dei medici di medicina generale e degli specialisti, che definiscono il percorso terapeutico più appropriato, prescrivono l’eventuale terapia farmacologica e seguono il paziente nel tempo, indirizzandolo ai Centri antifumo quando è necessario un trattamento specialistico.
Il terzo livello è rappresentato dai Centri antifumo, attivi presso i Serd e le pneumologie ospedaliere, dove le prestazioni sono gratuite e dove vengono offerti programmi personalizzati, individuali o di gruppo, della durata di tre mesi, che integrano counseling cognitivo-comportamentale, supporto psicologico, misurazione del monossido di carbonio espirato, terapie farmacologiche e follow-up a sei e dodici mesi. Per rendere più efficaci e omogenei gli interventi sul territorio, la delibera introduce inoltre la registrazione sistematica dell’abitudine al fumo nella documentazione sanitaria, la cartella clinica informatizzata nei Centri antifumo, il ricorso agli strumenti di telemedicina, il rafforzamento della formazione degli operatori sanitari e un sistema di monitoraggio della rete regionale dei Centri antifumo. La delibera dà infine mandato agli uffici regionali di aggiornare e monitorare la rete dei Centri antifumo della Toscana, rafforzandone l’integrazione con la medicina territoriale e ospedaliera.
“Il tabagismo – commenta il governatore Eugenio Giani – continua a essere una delle principali cause evitabili di malattia e di morte e oggi assume forme nuove, legate anche alla diffusione delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato. La Toscana risponde aggiornando i propri strumenti di prevenzione e di cura”. “Il tabagismo è una dipendenza che va riconosciuta e affrontata con strumenti scientificamente validati e con un’organizzazione capace di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura” aggiunge Monni.

