Sab 20 Apr 2024
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Offese sessiste a Meloni: dichiarazione delle giornaliste di Controradio a difesa del loro lavoro e dell’emittente

“Le denigrazioni ci colpiscono tutte. Lesa la nostra professionalità e il nostro impegno quotidiano per una corretta e rispettosa narrazione di genere”, dichiarano le giornaliste di Controradio in una nota sottoscritta e diffusa.

“Ci siamo sentite colpite nella nostra dignità umana e professionale. Ognuna di noi cerca di praticare nell’informazione quotidiana, dalla cronaca all’approfondimento, dalle interviste alle trasmissioni speciali, fino alla formazione della categoria e del pubblico, un corretto uso del linguaggio come strumento primario per cambiare stereotipi e percezioni distorte, offensive e violente nei confronti delle donne ,in ogni ambito e in ogni sede”, dichiarano le giornaliste che lavorano a Controradio, l’emittente toscana dove il prof. Giovanni Gozzini, ospite di una trasmissione,  ha pronunciato offese sessiste e denigratorie nei confronti dell’onorevole Giorgia Meloni.

“Prendiamo le distanze da questo linguaggio discriminatorio e sessista che non ci rappresenta in alcun modo e che combattiamo ogni giorno. E’ dunque doppia l’amarezza e la rabbia per quanto avvenuto ai ‘nostri’ microfoni. Lo avvertiamo come un abuso degli spazi di libertà e come uno svilimento dell’impegno quotidiano della radio e della sua redazione. Riteniamo di avere subito una mancanza di rispetto anche nei confronti del lavoro di sensibilizzazione che insieme ai colleghi portiamo avanti ogni giorno.

Non c’è ironia sessista, scivolone, offesa verbale, attacco alla persona che tenga. Ma solo e sempre un uso delle parole che deve essere corretto, consapevole e rispettoso anche nella dialettica, anche nel confronto e nell’esposizione di opinioni personali.

Rivendichiamo inoltre l’importanza dell’uso degli strumenti professionali che garantiscono alla nostra categoria il rispetto e la parità di genere nell’informazione, come il Manifesto di Venezia e  l’articolo 5bis del testo unico deontologico.

Anni di percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, di progetti europei contro la violenza verbale, psicologica e fisica,  di reportage,  testimonianze, interviste,  dirette che, dalle frequenze di Controradio, hanno sempre promosso la cultura della parità non possono essere calpestati da dichiarazioni sessiste e da una violenza delle parole che deve trovare argine certo e incondizionato a tutela di ogni donna e di ogni persona”.

Concludono ringraziando i numerosi colleghi e le colleghe che in queste ore hanno dimostrato solidarietà e riconoscimento per l’impegno di Controradio e della sua redazione per una corretta narrazione di genere.

Di seguito le giornaliste che hanno sottoscritto la dichiarazione:

Chiara Brilli

Sara Patrizia Maggi

Rossana Mamberto

Monica Pelliccia

Giustina Terenzi

14 Commenti

    • ma scusate allora la Meloni puo’ offendere tutti ed essere faziosa politicamente e nessuno puo’ darle un aggettivo? ma vi siete accorti quanto sia violenta nelle interviste? ma e’ piu’ offensivo dire pesciaiola o rinnegare la famiglia ai bambini di coppie gay? o negare la cittadinanza ai bambini nati in italia da genitori venuti da fuori italia? ma la violenza l’avete mai subita?

    • Mi dovrebbe dire quando ha sentito la Meloni offendere qualcuno. Io ho assistito a molti suoi comizi e le parole più offensive che le ho sentito pronunciare è stata “incapaci” o “indegni” e comunque sempre riferite all’ambito politico. Poi dice che è violenta nelle sue interviste? Ma dove, quando!!!

  1. Beh per poter valutare e fars
    i un’idea bisognerebbe poter riascoltare la trasmissione che invece pare non più disponibile 😊😐..

  2. Beh, prima del commento, ci sarebbe la domanda: perchè proprio voi non permettete a chi non ha sentito con le sue orecchie di farsi un’idea direttamente e avete tolto (o non avete ancora messo) la trasmissione di venerdì 19 tra i podcast di “Bene bene …”?

  3. Vergognoso intervento di un “professore” in diretta in una storica radio. Purtroppo sono le stesse persone che dovrebbero insegnare ai nostri ragazzi non solo materie, ma anche rispetto e l’umanità per il prossimo a prescindere dal credo politico. Il mio pieno appoggio non solo a Controradio (emittente che adoro e ascolto da 25 anni) ma anche alle giornaliste che ci lavorano.

  4. Da tesserato perpetuo, il timore che la mia “Ancora” sia diventata un obbiettivo sensibile è troppo forte.
    In vista di venerdì p.v. chiederei di coordinarmi con il prefetto e le forze dell’ordine. Senza esagerazione, davvero.

  5. Una radio che non si è mai tirata indietro nell’affrontare argomenti tante volte spinosi, una radio che fa informazione vera, sempre con le “porte aperte” verso tutti i pensieri. Tutto sempre fatto con il massimo rispetto, discrezione e intelligenza. Una radio come poche, sorretta in massima parte dai suoi ascoltatori. Questo per chi non la conosce, e dopo questo linciaggio forse potrebbe provare a seguirla e ascoltare cos’è Controradio veramente.
    Leonardo

  6. Mi sento d’accordo con la dichiarazione delle donne di controradio. Primo perché questo linguaggio sessista è intollerabile, secondo perché Controradio è una rara oasi di libertà d’espressione da quando sono un giovanotto. Va difesa per tutti e tutte. Le espressioni da macellaio che abbiamo sentito non possono essere prese a pretesto per attaccare la nostra libertà d’espressione. Ma da ora in poi attenti a denunciare sempre chi assale sistematicamente a parole ogni donna, ogni minoranza, prima che si passi alle vie di fatto. Magari con una rubrica apposita. Forza Controradio.

  7. Non possiamo dare sfogo a chi apre bocca e dà fiato la mancanza di rispetto alle donne poi . Solidarietà totale alla radio e alle conduttrici

  8. il professor giovanni gozzini è stato giustamente sospeso per qualche mese, ma quando sono i politici a fare dichiarazioni sessiste, perchè non vengono prese misure del genere??

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