La tradizione afro-brasiliana e la spiritualità africana, l’afro-Jazz e la world music. Sonorità ancestrali rivivono nel nuovo album di Nilza Costa. L’intervista a cura di Giovanni Barbasso.
Nilza Costa è una cantante e autrice brasiliana originaria di Salvador de Bahia, con un cuore che pulsa dei ritmi ancestrali dell’Africa, trasfigurati nel suo canto in un linguaggio artistico profondamente originale. Le forme tradizionali della cultura musicale e spirituale del Brasile — dal Candomblé alla Capoeira, dal Samba Duro al Maculelé fino alle Cantigas de Roda — vengono da lei reinterpretate con un’attitudine fortemente personale e alternativa. L’Africanità delle sue radici emerge con forza, intrecciandosi agli arrangiamenti Afro-Jazz e all’uso dell’idioma Yoruba, elemento che ne esalta l’ancestralità, la spiritualità e l’energia profondamente evocativa.
In occasione di una data fiorentina, Nilza Costa ha parlato con il nostro Giovanni Barbasso ai microfoni di Controradio del suo recente album, “Cantigas”.
Le Cantigas, o Orin, sono canti sacri tramandati nelle lingue africane — in questo album yoruba, kimbundu e portoghese — e rappresentano un ponte diretto di comunicazione con gli Orixás (o Orisha), le divinità della religione Yoruba e delle tradizioni afro-brasiliane come il Candomblé e la Santeria. Agiscono come intermediari tra il dio supremo, Olorun, e l’essere umano. Ogni brano è un’intensa espressione di fede, capace di evocare gli elementi della natura e dell’umanità, raccontando la lotta, la resilienza e la dignità dei neri della diaspora. Nilza Costa è una voce che da sempre narra la rivoluzione di un popolo che, attraverso musica e spiritualità, ha saputo ritrovare la strada dell’emancipazione. I suoi canti raccontano le vite di uomini e donne strappati alla loro terra d’origine: storie intrise di malinconia, ma anche di speranza. Le Cantigas sono anche un’arte dell’incontro: un invito all’accoglienza, al rispetto e alla condivisione.

