Mar 18 Giu 2024

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Negazionismo: anche l’Etiopia ha il suo ‘Giorno del Ricordo’, ma l’Italia fa finta di niente

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Negazionismo: anche l'Etiopia ha il suo 'Giorno del Ricordo', ma l'Italia fa finta di niente
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Il 19-20 e 21 febbraio 1937, furono massacrati più di 30.000 cittadini etiopi, quasi tutti civili, anziani, donne, bambini e mendicanti. ASCOLTA L’INTERVISTA CON GABRIELLA GHERMANDI

La data del 19 febbraio per il  popolo, quello etiopico il “Giorno della Memoria” per ricordare le atrocità terribili  commesse  durante il periodo dell’aggressione e poi dell’occupazione – fra il 1935 ed il 1941 – da parte dell’Italia fascista. Una giornata che è stata assunta a simbolo di tutti quegli anni in cui gli etiopi dovettero subire sofferenze, sacrifici e lutti indimenticabili.

30 mila almeno furono le vittime in soli tre giorni come rappresaglia per l’attentato compiuto contro il viceré Rodolfo Graziani ed altri gerarchi del suo seguito nella città di Addis Abeba.

Una giornata dunque tragica, che oltre ad essere ricordata in Etiopia, viene celebrata nelle maggiori città del mondo dove sono presenti e vivono numerosi cittadini della diaspora etiopica.

GABRIELLA GHERMANDI è una musicista e scrittrice di origine etiope

30 Commenti

    • Se vuole approfondire qui ci sono due utili letture: di Angelo Del Boca «Italiani, brava gente?», Neri Pozza editore e di Ian Campbell “Il massacro di Addis Abeba, una vergogna italiana” Rizzoli

    • Angelo del boca non è mai stato in Etiopia nel ventennio fascista, la sua è solo propaganda antifascista. Italiani brava gente? La testimonianza viene dall’imperatore Haile Sellassie che non si è vendicato sugli italiani di Addis Abeba, che sono rimasti in Etiopia sino all’arrivo del comunista Hailemariam Menghistu. Le fonti etiopiche parlano di circa 2.500 morti.

    • Ignoranza al cubo! Angelo Del Boca è uno dei più importanti studiosi del colonialismo italiano, universalmente riconosciuto come tale tranne, evidentemente, che da quei fascisti ormai in libera uscita, i quali devono ancora mettere piede in un archivio per documentare la loro risibile “controstoria”.

    • Sui archivi del governo siccome sono atti vergognosi, Italiani brava gente!??? Sto cazzo!! anche loro una buona parte sono razzisti incivili come gli altri.

    • Attento al vero significato. Il titolo è un po’ ironico e smonta il luogo comune che gli italiani fossero stati brava gente nel periodo coloniale. Il libro documenta in modo preciso e puntuale gli orrori di quella e di altre stragi compiute in Africa dai fascisti.

    • Basta informarsi si trova tutto,
      scommetto non trovi nemmeno quelli dei campi di sterminio nazisti…

    • Perchè hai bisogno pure dei documenti, che dici siamo andati in Somalia e Etiopia a fare i missionari, su su pensaci

    • Ci sono i telegrammi in cui Mussolini autorizza espressamente l’uso dei gas tossici, nonostante fossero vietati dalla Convenzione di Ginevra. Venivano lanciati dagli aerei sullapopolazione civile

    • Sono nato nel 1944 , un mio zio aveva fatto la guerra d’Africa in Etiopia e mi ha raccontato tutte le porcherie che le milizie fasciste fecero alla popolazione, in particolare a donne e banbine. Tutto documentato con foto anche molto esplicite. Se non vuoi credere a ciò che ha scritto Angelo del Boca è sufficiente fare un’attenta ricerca si internet e ti renderai conto.

  1. Gli italiani non sono certo stati dei santi, ne han fatte di cotte e di crude, basta pensare alla Libia, a Graziani, a Badoglio, ai gas …alle fucilazioni di massa…

  2. A parte il fatto che la foto con gli impiccati abissini non ha niente da che vedere con il massacro di Addis Abeba, in quanto gli stessi sono stati condannati, dopo regolare processo, a morte per aver trucidato ed evirato circa 100 operai civili inermi della ditta Gondrand tra cui una donna ed una trentina di eritrei in territorio eritreo, questi assassini abissini, oltre 300 con a capo un prete e tutti armati di moschetto italiano ’91, erano dei fuoriusciti Agame del Tigrai arruolatisi nell’ esercito italiano, andatevi a leggere le carte del processo. Per quanto riguarda il massacro di Addis Abeba, susseguente l’attentato a Graziani, le vittime non furono 30.000, ma meno di 3.000 (esiste un registro etiopico con tutti i nominativi), il massacro è avvenuto a causa del rastrellamento, poi sfuggito di mano, effettuato nel quartiere dei ras etiopi nella zona del Ghebi imperiale con il supporto di ascari Amhara, acerrimi nemici degli Scioani, che si sono voluti vendicare dei soprusi dell’elite scioana-abissina subita per decenni e che sussiste tutt’ora (negli anni 1974/1990 il capo del Derg, l’amhara Menghistu Hailemariam ha massacrato centinaia di migliaia di scioani ed estinto la stirpe dei ras abissini), Le mani di Graziani grondano sangue per aver ordinato la fucilazione del capo della chiesa copta, ad Addis Abeba c’è una statua che lo rappresenta in catene. Ho i miei dubbi che la signora Ghermandi (nome tigrino), abbia dei parenti italiani, compreso il padre ma che abbia ricevuto, invece, la cittadinanza italiana grazie al buon cuore dei razzisti italiani.

  3. la cosa migliore sarebbe chiedere ad un gironalista presente la all’epoca dei fatti… o, in sua assenza, almeno a qualcuno che ci abbia “convisuuto”: nessuno ha il numero di telefono della bambina che il grande Indro Montanelli usava come schiava e violentava per soddisfare le sue sane esigenze ariane???

  4. E i partigiani ? non sono state loro ad impiccate Mussolini in piazzale Loreto… ciao bella ciao

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