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Mar 3 Nov 2026
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ToscanaCronacaMPS: Mussari presenta querele verso Giletti e altri

MPS: Mussari presenta querele verso Giletti e altri

L’ex presidente di Banca Mps Giuseppe Mussari ha presentato una denuncia-querela alle procure di Roma e Firenze per calunnia, diffamazione aggravata e rivelazione di segreti d’ufficio, nell’ambito della vicenda delle dichiarazioni rese davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi.

La denuncia è rivolta, secondo quanto riportano i legali di Mussari in una nota, “contro l’autore delle dichiarazioni verbalizzate dai consulenti della commissione, indicato dalla stampa in Saverio Giampà, per calunnia aggravata; contro il giornalista Massimo Giletti per diffamazione aggravata, in relazione a un video pubblicato su Instagram il 18 ottobre e alle dichiarazioni rese nella puntata del 19 ottobre della trasmissione ‘Lo stato delle cose’ su Rai3; e contro chiunque abbia rivelato o diffuso il contenuto degli atti e l’identità dei dichiaranti, per rivelazione di segreti d’ufficio e pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale”.

E ancora, “contro il secondo dichiarante, indicato dalla stampa in Renan William Vilanova Correa, qualora dagli atti integrali risulti che abbia rivolto accuse a Mussari”. “Mussari ha chiesto di essere sentito dai magistrati e si è dichiarato fin d’ora disponibile a chiarire ogni circostanza”, spiegano i legali.

L’atto, corredato da 21 documenti, è stato presentato dallo stesso Mussari, assistito dal professor Tullio Padovani e dagli avvocati Fabio Pisillo e Francesco Marenghi.

I legali di Mussari evidenziano che due dichiaranti sono stati “già condannati per calunnia”, ed esprimono “profondo rammarico” per il fatto che l’ex presidente di Banca Mps sia stato chiamato a un confronto dalla commissione “senza svelargli i nomi dei suoi accusatori”, mentre “l’opinione pubblica ha così appreso chi sarebbe stato il ‘mandante’ prima di sapere chi lo accusava”.

Nel comunicato i legali ricostruiscono i precedenti giudiziari dei due dichiaranti che hanno portato il presidente della commissione parlamentare Gianluca Vinci ad indicare in Mussari “quale mandante di un’azione intimidatoria” ai danni di Rossi e poi finita male. “Il solo elemento che lega l’avvocato Mussari a questa vicenda è l’amicizia con David Rossi”, scrivono ancora i difensori, che definiscono tale legame “piegato a pretesto per trascinarlo in un’accusa infamante”.

La difesa contesta inoltre la diffusione di atti che sarebbero vincolati al segreto dalla legge istitutiva della Commissione e dal suo regolamento e chiedono che si accerti “chi, e come, abbia fatto uscire quegli atti”, sottolineando che “la ricerca della verità sulla morte di David Rossi non può passare per la violazione delle regole poste a garanzia di tutti, e delle stesse indagini”.

Infine, in relazione alla trasmissione ‘Lo stato delle cose’, andata in onda su Rai3, i legali riferiscono di avere presentato, con la stessa denuncia-querela, anche una querela per diffamazione aggravata nei confronti di Massimo Giletti. Nel corso della puntata, secondo la difesa, sarebbe stata mostrata una fotografia notturna di una persona nel vicolo adiacente a quello in cui fu trovato il corpo di Rossi, indicandola come Mussari.

“La persona ritratta in quella fotografia non è l’avvocato Mussari”, “ancora una volta, un’attribuzione falsa, mandata in onda dinanzi a una platea nazionale, senza la minima verifica”. “Mussari – osservano ancora – ripone piena fiducia nella magistratura. Alla famiglia di David Rossi rinnova il proprio rispetto e la propria vicinanza: chi gli era amico desidera, non meno dei suoi familiari, che sulla sua morte si faccia piena luce. Ma la verità non si costruisce sulle parole di chi ha già accusato degli innocenti. Mussari si riserva ogni ulteriore iniziativa, in ogni sede, nei confronti di chiunque torni a diffondere accuse prive di fondamento”.