Morte David Rossi, ascoltato Mussari: “Per me era come un fratello”

David Rossi Nicola Marini
DAVID ROSSI © Imagoeconomica

L’ex presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena è stato ascoltato questa mattina davanti alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla morte di David Rossi.

Iniziata l’audizione di Giuseppe Mussari davanti alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta  per la morte di David Rossi, l’ex capo della Comunicazione di Mps. Mussari ha affermato che David Rossi era per lui un amico, anche se non gli ha mai confidato nulla. “Feci assumere Rossi perchè era il più bravo” ha detto.

Mussari ha letto anche una lettera scritta alla vedova di David Rossi e alcune affermazioni di un interrogatorio di Rossi alla guardia di finanza. L’avvocato ha poi ricordato che i rapporti con l’ex capo della Comunicazione morto il 6 marzo 2013, sono nati nell’ambito di Siena e si sono fatti più stretti in un rapporto diventato di amicizia e anche di lavoro.

“David Rossi avrà partecipato a un cda di Mps, quando avrà dovuto esporre le linee guida sulla comunicazione o a un nuovo spot della banca che sarebbe andato in onda – ha spiegato sempre Mussari -, Rossi altrimenti non partecipava ai cda” della banca.  Alla domande sulle informazioni cui aveva accesso Rossi, Mussari ha detto che “aveva le informazioni che doveva veicolare verso il pubblico”, fuori dalla banca, come capo della comunicazione di Mps. All’obiezione che forse la presenza di Rossi ai cda non sarebbe stata verbalizzata, Mussari ha ribadito: “David Rossi non ha partecipato ai cda, perché io c’ero. Non è che non risulta dai verbali – ha rimarcato Mussari -: lui non c’era ai cda se non per questioni afferenti al suo settore”, della comunicazione.

Successivamente, rispondendo a un altro commissario, l’on. Cenni, sul ruolo di David Rossi in banca Mps e quali informazioni poteva avere accesso, sempre Mussari ha detto che “Rossi non ha partecipato a riunioni di top management se non per questioni afferenti ad area di competenza”, inoltre ” non ho conoscenza che lui avesse informazioni su operazioni della banca”.

“David Rossi non aveva deleghe, era il responsabile della comunicazione – ha detto Mussari – e in questo ruolo semmai aveva capacità di impegnare la banca con terzi per spese a importi stabiliti, step per step, in relazione a elementi quantitativi crescenti. Per un primo step poteva decidere da solo la spesa, per uno step successivo rivolgersi a organismi predeterminati della banca per importi più alti”.

“Ritengo che David Rossi nulla sapesse delle operazioni Alexandria e Santorini – ha continuato Mussari -, oggetto di indagine della procura di Siena. Ritengo che nulla ne sapesse. Era già stato interrogato, non credo avesse cose di chissà quale significato, di chissà quale rilevanza da riferire. I suoi computer, i suoi strumenti elettronici, la sua posta, sono stati analizzati, da qui nulla è emerso nei fascicoli che mi riguardano, ma ritengo neanche in altri fascicoli altrimenti sarebbero inevitabilmente emersi”.

“Help stasera mi suicido sul serio, aiutatemi!!!”. “Era questo il registro di Rossi?”, è stato chiesto. L’avvocato Mussari ha prima invitato a fare un confronto fra testi di Rossi, come le prefazioni ai cataloghi di certe mostre promosse da Mps “fra cui quella della mostra su Corto Maltese scritta a quattro mani da me e David”, poi ha l’ex presidente di Mps chiosato: “Non collimano” questi testi “no”.

L’audizione è terminata dopo quasi 4 ore: è iniziata alle 10.40e si è conclusa intorno alle 14.30, dopo una parte finale di circa mezz’ora secretata.

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