La storia di Marina Abramovic, terza puntata

Oltre ad essere una performance artist straordinaria, da anni Marina Abramovic è impegnata a preservare e far conoscere al meglio la performance art.

Come racconta lei stessa – e qui traggo ancora le citazioni dalla sua autobiografia Attraversare i muri, uscito per i tipi della Bompiani: “Dopo trent’anni di performance, sentivo che era mio dovere raccontare la storia della performance art in modo sia da rispettare il passato sia da lasciare spazio alla reinterpretazione”.

L’idea geniale qui è quella della reinterpretazione. E’ possibile, è giusto? Si possono rimettere in scena performances storiche o sono queste legate indissolubilmente al corpo di chi le ha inventate e messa in scena la prima volta?

 

Perchè sia possibile reinscenarle Marina Abramovic, che ormai si autodefinisce ” la nonna della performance art”, ha stabilito quattro condizioni: “bisogna chiedere l’autorizzazione all’artista (o agli eredi o alla fondazione che eventualmente gestisce il suo lavoro); corrispondere royalties all’artista; eseguire una nuova interpretazione mettendo in chiaro la fonte; e rendere visibili i video e i materiali della performance originale”.

A questo fine Marina Abramovic ha anche creato il MAI (acronimo per Marina Abramovic Institute) e messo a punto il Metodo Marina Abramovic. Allena artisti che facciano performance e non solo. (Lady Gaga è stata una sua allieva e si è sottoposta a un allenamento rigorosissimo che comporta digiuno, solitudine, meditazione e altro).

Cosa vedremo a Palazzo Strozzi a Firenze? E’ ancora tutto top secret. La mostra si chiama The Cleaner. Cioè colui o colei che pulisce. Le nostre anime, la nostra psiche, le nostre energie?

Ci saranno performances reinterpretate da giovani artisti.  Come Imponderabilia, della quale si è già detto qui. Questa volta non sarà più una sorpresa e potete pensare per tempo da che parte voltarvi attraversando il passaggio tra i due corpi… sarà interessante osservare cosa succede!

Concludo il lungo racconto sul lavoro di Marina Abramovic augurandomi che in mostra sia possibile vedere anche una nutrita selezione delle bellissime immagini fotografiche che hanno accompagnato negli anni il lavoro di questa artista fenomenale.

 

 

Margherita Abbozzo (fine.)

Credits per le immagini:

In copertina: Carrying the skeleton, 2008;  una recente reperformance di Imponderabilia e una di Thomas Lipps, del 1997; immagini del MAI e di artisti in training; Places of Power, Waterfall, 2013; The Kitchen, del 2009; Ritratto con fiori, 2009.

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