Avvicinare la giustizia ai cittadini, evitando gli spostamenti verso le cancellerie dei tribunali per le pratiche che non richiedono l’assistenza di un legale. È questo l’obiettivo dell’ufficio di prossimità inaugurato stamani a Scandicci (Firenze).
Il nuovo ufficio, ospitato presso il Palazzo comunale, al Punto Comune, in piazzale della Resistenza 1, è stato inaugurato questa mattina alla presenza dell’assessore regionale al lavoro e all’innovazione tecnologica Alberto Lenzi, della sindaca di Scandicci Claudia Sereni e del vicesindaco Yuna Kashi Zadeh. Quello di Scandicci è il 31/o ufficio di prossimità attivato in Toscana, nell’ambito del progetto nazionale promosso dal Ministero della Giustizia nell’ambito delle azioni finanziate dal Programma Operativo Complementare al Pon – Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020. “Con l’apertura dell’ufficio di prossimità di Scandicci raggiungiamo un altro importante traguardo nel percorso che la Toscana ha intrapreso per avvicinare la giustizia ai cittadini – ha detto Lenzi -. Da oggi anche a Scandicci e nei territori vicini sarà possibile trovare un punto di riferimento per molte pratiche giudiziarie senza doversi necessariamente recare in tribunale”. “La rete toscana degli Uffici di prossimità continua così a crescere e a consolidarsi. I numeri di questi anni ci dicono che abbiamo intercettato un bisogno reale: migliaia di cittadini hanno già utilizzato questi servizi, evitando spostamenti e trovando una risposta più semplice e accessibile”, ha concluso Lenzi. “Ringrazio la Regione Toscana e tutti i soggetti che hanno lavorato alla realizzazione dell’ufficio”, ha sottolineato Sereni secondo cui: “Questa attivazione è un esempio di come la collaborazione tra istituzioni possa tradursi in servizi più accessibili e attenti alle esigenze della comunità”. Per il vicensindaco Yuna Kashi Zadeh si tratta di “un servizio che rafforza il rapporto tra cittadini e istituzioni e che nasce dalla volontà di lavorare insieme per dare risposte più semplici, tempestive e vicine alle esigenze della comunità”.

