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Lun 31 Ago 2026
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ToscanaIstruzioneFlc Cgil Firenze, continua il precariato di massa nelle scuole

Flc Cgil Firenze, continua il precariato di massa nelle scuole

Dal problema “dell’impoverimento dell’istruzione” al “precariato di massa”: è la sintesi di Emanuele Rossi, segretario generale Flc Cgil Firenze sulle scuole del territorio metropolitano di Firenze.

Il sindacato, in una nota, spiega che “continuano gli effetti del clamoroso calo demografico che sta investendo il nostro territorio, non diversamente ciò che avviene a livello generale, e che ora si fa sentire su tutti gli ordini di scuola. Dall’anno scolastico 2026-2027 le scuole del territorio fiorentino non saranno più 106, bensì 104. Gli studenti saranno quasi 112.000, con un calo rispetto all’anno scorso di 2.356 unità”.

Secondo la Flc Cgil “se il fenomeno dell’inverno demografico trova origine in cause e fattori più generali, quello della diminuzione di classi e docenti è invece imputabile direttamente alle scelte del governo e del ministero. Anche quest’anno infatti siamo di fronte all’ennesima occasione persa: visto il calo della popolazione scolastica, sarebbe bastato mantenere lo stesso numero di classi e docenti per garantire un numero più basso di alunni per classe e un rapporto più virtuoso fra insegnanti e studenti.

E invece anche stavolta il Ministero ha dato ‘pollice verso’: a settembre nella nostra provincia saranno attive ben 53 classi in meno. Come conseguenza 55 docenti di ruolo sono finiti in soprannumero e sono stati ricollocati in altra scuola rispetto alla loro”. Scatta poi da questo settembre “la mannaia dei tagli ministeriali, l’organico del personale Ata è strutturalmente sottodimensionato” e per i docenti “non abbiamo ancora i dati ufficiali, ma per il territorio di Firenze possiamo fornire un primo resoconto: secondo le nostre elaborazioni sono entrati di ruolo nelle scuole fiorentine circa 620 docenti, di cui 280 sulla primaria, 160 sulle superiori e il resto suddivisi tra Infanzia, Medie e posti di sostegno.

Peccato che i posti destinati alle nuove assunzioni sarebbero stati circa 750”. “Capitolo a parte merita la questione dei posti sul sostegno, che si conferma uno dei principali fallimenti del sistema-scuola – si spiega ancora dal sindacato -. Uno dei più delicati profili lavoratovi del settore dell’istruzione è lasciato scientemente e strutturalmente fuori da qualsiasi progetto di stabilità”.