Coronavirus, calano contagi tra Arezzo, Siena e Grosseto: 6 nuovi positivi (ieri erano 14)

minuto silenzio
Foto Controradio

Sono sei i casi positivi al coronavirus registrati da ieri a oggi tra le province di Arezzo, Siena e Grosseto. Lo rende noto la Asl Toscana Sud Est a cui fanno riferimento le tre province. Ieri, alla stessa ora, si erano registrati 14 casi di positività. 

Tra i nuovi casi uno è ad Arezzo – una donna di 61 anni -, due sono a Grosseto – un 79enne e un 33enne, entrambi a casa in sorveglianza attiva domiciliare -, tre in provincia di Siena: si tratta di una 72enne e di una 22enne di Chiusi, tutte e due in sorveglianza attiva domiciliare e un uomo di 62 anni di Poggibonsi, anche lui in sorveglianza attiva domiciliare

Intanto, un allievo agente di polizia penitenziaria in tirocinio a Sollicciano è risultato positivo al coronavirus”. E’ quanto fa sapere il direttore del carcere fiorentino, Fabio Prestopino. “L’episodio risale a ieri sera – afferma – non appena ha avuto febbre è stato messo in isolamento e non ha incontrato più nessuno”.
“Ora – precisa – attendiamo indicazioni dalle autorità sanitarie”. Stamani Prestopino ha incontrato una rappresentanza dei detenuti per comunicare la notizia. “Si è parlato tranquillamente – precisa -, per cui non sono certo che sia stato questo il motivo della protesta di oggi”. Stamani alcuni detenuti hanno bruciato alcuni oggetti all’interno del carcere, ma la protesta è poi rientrata.

Secondo quanto spiegato inoltre dal direttore del carcere, l’allievo non aveva incarichi operativi ma di osservazione. Incarichi che avrebbe svolto in varie sezioni pertanto, si evidenzia, diventa molto difficile ricostruire se abbia avuto eventuali contatti ravvicinati coi detenuti.
“Abbiamo dato la notizia ai detenuti insieme ai dirigenti della sanità penitenziaria – spiega Prestopino – in modo da fornire rassicurazioni”.
Questa mattina nel carcere è scoppiata una protesta, poi contenuta senza che nessuna persona rimanesse ferita, che ha coinvolto quattro degli otto passeggi del reparto giudiziario, dove alcuni detenuti hanno bruciato lenzuola, sedie e tavoli in resina. Infine, non è chiaro, spiega il direttore di Sollicciano, se l’episodio sia scaturito per la diffusione della notizia della positività dell’allievo agente.

Si chiama ‘C siamo’ ed è il gruppo aperto su Facebook dalla Asl Toscana Sud Est per coloro che sono in isolamento a causa del coronavirus. Nello spazio potranno esser chiesti chiarimenti a medici e professionisti della sanità.
“L’azienda sanitaria in collaborazione con il Comitato di partecipazione, ha deciso direttamente sulla sua pagina Facebook, per le persone in isolamento domiciliare sul territorio della Ausl Toscana sud est, di dare la possibilità di iscriversi al gruppo chiuso C Siamo – spiega la Asl -. Da qui si potranno rivolgere domande, esporre perplessità e curiosità direttamente a professionisti aziendali che si sono messi a disposizione volontariamente (esperti della prevenzione, infettivologi, psicologi, psicoterapeuti)”.

“Registriamo una media di 25 casi positivi al giorno sul territorio di nostra competenza”. Lo ha detto il direttore generale dell’Asl Toscana Nord ovest, Maria Letizia Casani, nel corso di una conferenza stampa in diretta facebook.
La manager ha anche sottolineato che “i medici di base e di medicina generale devono fare i conti con la grave carenza dei dispositivi di protezione che esiste a livello nazionale, anche perché l’industria non era preparata a un’emergenza così grande e improvvisa, e dunque l’approvvigionamento delle forniture va a rilento”. “E’ anche per questo – ha concluso – che nei nostri ospedali forniamo le mascherine, i guanti e gli altri dispositivi di sicurezza con molta parsimonia. Ai medici di medicina generale è stata data una prima fornitura minima che sicuramente è insufficiente. Per casi di emergenza possono andare a prenderli nei pronto soccorso, ma sono consapevole che devono essere supportati in questa richiesta”

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