Controradio Streaming
Sab 20 Giu 2026
HomeCultura & SpettacoloControradio con Pelù per Sos Palestina 2 stasera alle Cascine

Controradio con Pelù per Sos Palestina 2 stasera alle Cascine

Logo Controradio
www.controradio.it
Controradio con Pelù per Sos Palestina 2 stasera alle Cascine
Loading
/

Tutto esaurito per la seconda edizione di Sos Palestina, il concerto-evento ideato da Piero Pelù per raccogliere fondi a sostegno di Medici senza Frontiere, in programma stasera sabato 20 giugno a Firenze, all’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale. Sul palco condurrano Chiara Brilli e Giustina Terenzi per Controradio, media partner dell’evento.

Tra i protagonisti anche i Litfiba che faranno una piccola anteprima del ’17 Re Tour’, che partirà a breve per celebrare i 40 anni dell’album.
Sul palco anche Tre Allegri Ragazzi Morti, Willie Peyote, Giancane, Brunori Sas, Giorgio Canali & Rossofuoco, ma anche Moni Ovadia, Laika, Saverio Tommasi, i Sanitari per Gaza, Antonella Bundu e Dario Salvetti. “Una edizione – ha spiegato Piero Pelù nel corso di una conferenza stampa online – che ha una ragione di esistere ancora più importante di prima”.
Lo scorso settembre, ha ricordato il rocker, “eravamo quasi tutti musicisti, questa volta ci sarà ci saranno anche attori, artisti di strada, giornalisti importanti. Questa cosa ci riempie di gioia perché vuol dire che il tema dei diritti civili appartiene veramente a tutti”. Rispetto al primo evento, “alle violenze quotidiane contro il popolo palestinese ed anche libanese e poi iraniano”, ha aggiunto, “ci siamo trovati di fronte anche ad un nuovo nemico invisibile che si chiama propaganda. Da quando è stata annunciata la finta pace, da ottobre in poi, tutta la propaganda ‘maga’ e sionista nel mondo hanno fatto sì che la maggior parte delle persone pensasse che veramente il problema in Palestina non esistesse più. E questo è un errore gravissimo”.
Un punto su cui concorda Roberto Scaini, di Medici senza Frontiere: “Da una parte c’è il silenzio e dall’altra parte la normalizzazione di tutto questo che è molto pericoloso. A Gaza forse cadono meno bombe, ma ci sono ancora persone che muoiono”, magari “non squartate dai colpi di fucile, di mitragliatrice o dalle bombe, ma perché non vengono garantite quelle che sono le necessità primarie di un qualsiasi essere umano, come l’acqua potabile, un posto decente dove trovare rifugio”.