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Mer 29 Lug 2026
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ToscanaEconomiaConsiglio Toscana approva Defr 2027 con stima crescita Pil +0,5%

Consiglio Toscana approva Defr 2027 con stima crescita Pil +0,5%

Via libera dal Consiglio regionale al Documento di economia e finanza regionale 2027: il Defr è stato approvato a maggioranza con 24 voti favorevoli di Pd, Casa riformista, Avs e M5s e 16 contrari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e gruppo Misto – Futuro Nazionale.

“Il nuovo programma regionale di sviluppo non è ancora stato adottato dalla Giunta – ha detto il presidente della commissione bilancio Vittorio Salotti (Cr) – perciò il Defr 2027 assume un carattere prevalentemente ricognitivo, limitandosi a delineare il quadro economico finanziario e rinviando la declinazione delle priorità strategiche alla nota di aggiornamento che accompagnerà il prossimo bilancio di previsione regionale”.

Le stime prevedono una crescita del Pil regionale dello 0,5% sia nel 2026 che nel 2027. I consumi delle famiglie si registrano in moderata crescita, export in recupero e occupazione che tiene, seppur con un ritmo rallentato. Il vero elemento di attenzione è il rischio di una brusca frenata degli investimenti pubblici con l’esaurimento dei fondi Pnrr. Nel defr è inserita una prima stima per il Fondo sanitario regionale 2027, pari a circa 8,5 miliardi (+0,5% rispetto al 2026), in attesa del nuovo ‘patto per la salute’. Confermato il tetto massimo autorizzatorio all’indebitamento per il triennio 2026-2028 pari a 941milioni. Il documento contiene infine un allegato che introduce alcune modifiche puntuali al piano di razionalizzazione delle società partecipate.

Per Cosvig il riconoscimento della personalità giuridica della nuova Fondazione è fissato al 31 ottobre 2026, con trasferimento del ramo d’azienda al 31 dicembre. Il ramo commerciale rimarrà in capo alla Regione, che trasformerà la società in Srl. Si lavora anche all’acquisizione delle quote di Fidi in Sici Sgr da parte di Sviluppo Toscana, che sta adeguando il piano industriale per valutare un’operazione totalitaria o condivisa con la Regione Umbria. Per i poli fieristici è stata accantonata l’ipotesi di fusione o holding unica; i soci pubblici hanno espresso la volontà di mantenere l’autonomia delle singole società, puntando sul rafforzamento delle sinergie operative e commerciali.