Caritas diocesana, Riccardo Bonechi è nuovo direttore

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foto da Toscana Oggi.it

L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori ha nominato nuovo direttore della Caritas diocesana Riccardo Bonechi, dopo le dimissioni di Alessandro Martini.

Bonechi, 66 anni, sposato, due figli, è già vicepresidente della Fondazione Solidarietà Caritas Onlus che ha in carico la gestione operativa dei servizi (mense, centri di ascolto, case d’accoglienza ecc), ed è presidente della Cooperativa editrice del settimanale Toscana Oggi.
Sotto la guida di Bonechi, si legge in una nota, la Caritas proseguirà con l’attività pastorale nelle parrocchie, nelle famiglie, nelle scuole per accrescere una spiritualità di comunione ecclesiale della carità e del servizio ai poveri.
“Ringrazio Riccardo Bonechi per aver accettato questo incarico che ha una grande valenza pastorale – dice il cardinale Giuseppe Betori -. La Caritas è l’espressione di una chiesa che attraverso la carità testimonia il Vangelo. La Caritas è uno strumento significativo per far conoscere a tutta la comunità situazioni di sofferenza e di bisogno perchè ognuno si senta coinvolto e stimolato ad un impegno generoso. Ed è sempre più importante svolgere un’azione formativa e informativa nelle nostre parrocchie, fra i ragazzi per mettere al centro l’uomo, educare al rispetto della dignità delle persone, confrontarsi con le problematiche della marginalità sociale e dell’immigrazione.
Sul tema educativo la Caritas da tempo è poi anche impegnata nel proporre la visione cristiana della salvaguardia del creato, di cui l’uomo è chiamato ad essere custode: da qui le iniziative per il rispetto dell’ambiente, contro lo spreco alimentare, o per promuovere uno stile di vita sostenibile”.
“Assumo con responsabilità l’impegno che mi è stato chiesto a servizio della Chiesa fiorentina – commenta Riccardo Bonechi -. Ringrazio l’arcivescovo per la fiducia accordatami e sono lieto di portare il mio contributo per continuare a promuovere nella nostra comunità la cultura della solidarietà e dell’attenzione al prossimo, soprattutto quello più fragile e in difficoltà”.
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