Resta confermato il provvedimento con il quale il ministro dell’Interno il 20 gennaio scorso ha disposto, fino al termine della stagione sportiva, la chiusura dei settori degli impianti sportivi dove le società As Roma, Acf Fiorentina e Ssc Napoli disputeranno gli incontri in trasferta, a seguito di alcuni episodi di violenza avvenuti in autostrada.
Unica eccezione la parte del provvedimento ministeriale “che dispone l’estensione ai cittadini residenti nel Lazio in province diverse dalla provincia di Roma”. Lo ha stabilito il Tar del Lazio in quattro ordinanze pubblicate nell’ambito di ricorsi proposti da associazioni di tifosi. Il Tar del Lazio ha ritenuto che “diversamente da quanto indicato dalle parti ricorrenti (che sostengono che il provvedimento abbia una finalità punitiva), l’atto adottato ha un chiaro scopo preventivo e cautelare rispetto al pericolo di nuovi episodi di violenza e di turbativa dell’ordine pubblico”, e a un sommario esame “non sussistono allo stato elementi di sufficiente fondatezza del ricorso”. Per i giudici amministrativi invece uno dei ricorsi proposti dai tifosi della Roma, appare “meritevole di accoglimento nei soli limiti in cui il provvedimento estende… l’efficacia del dispositivo… a tutti i residenti nella Regione Lazio e, quindi, non solo ai residenti nella provincia di Roma”. Estensione che “incide su una platea di soggetti potenziali interessati alla stagione calcistica in causa oltre i limiti territoriali espressamente posti dalla disposizione di legge citata, in contrasto con il principio di proporzionalità e soprattutto col principio di legalità e tipicità dei provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei cittadini”. L’effetto è che per il Tar il provvedimento ministeriale “deve essere sospeso nei limiti in cui esso è esteso sul piano territoriale oltre la provincia di Roma e sul piano soggettivo ai cittadini residenti in province diverse dalla provincia di Roma” restandone ferma l’applicazione “con i conseguenti divieti di apertura dei settori ospiti degli stadi interessati e di vendita di titoli di accesso ai soli soggetti residenti nella provincia di Roma”. L’udienza di merito è stata fissata il prossimo 13 ottobre.

